Il picco si è toccato martedì 4 agosto, con la bellezza di settantuno ingressi registrati tra le 17.30 e le 19.30 al varco principale al piano terra del Castello Sforzesco, quello che è più corretto utilizzare - come spiegano anche dal Comune - per «una lettura corretta». Con lo stesso biglietto si può accedere a varie sezioni «e quindi il dato totale dei varchi (che sono cinque) può riportare anche accessi ripetuti». Tant’è, dal primo agosto e per tutto il mese è scattata l’apertura straordinaria prolungata, due ore in più per visitare le sale del Museo di Arte Antica e ammirare la Pietà Rondanini di Michelangelo, ma se 71 è il picco massimo significa che l’operazione a Milano non è propriamente decollata. Dal primo al 16 agosto - al netto della prima domenica con ingresso gratuito per tutti e dei lunedì di chiusura - si sono registrati in tutto 645 ingressi dopo le 17.30. Appena trenta giovedì 13, quattro in più domenica 9, quarantotto nel giorno del debutto il primo agosto. Una media di 49 visitatori in più al giorno. Su un totale di 52mila ingressi giornalieri se si sommano i cinque varchi o 19.413 se, come indica il Comune, si prende come riferimento il famoso varco al piano terra. Sono comunque pochini. Il Comune ha aderito alle aperture straordinarie promosse nel mese di agosto dai Ministeri della Cultura e del Turismo in alcuni dei principali luoghi italiani della cultura, come il Colosseo che è rimasto accessibile by night dalle 19.45 alle 23.30 il venerdì e sabato o il Pantheon, sempre a Roma, tutti i giorni (tranne il giovedì) dalle 19 alle 23. Il Comune ha scelto di puntare sul Castello, con una tariffa scontata della metà (5 euro il biglietto intero e 2,5 euro il ridotto) nella fascia dalle 17.30 alle 19.30. E ha ricevuto circa diecimila euro di contributi dai Ministeri per pagare gli straordinari e le spese collaterali. Ma «l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha sbagliato strategia» commenta il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico leggendo i numeri «irrisori rispetto al totale degli ingressi. Forse avrebbe dovuto scegliere una sede in zona Duomo come il Museo del Novecento e tenerla aperta più a lungo la sera, visto anche il caldo torrido. Penso che i turisti avrebbero cenato volentieri presto in centro e visitato le mostre dopo». Il bilancio finale si farà dopo il 31 agosto ma al momento De Chirico sottolinea che i fondi «sono stati buttati. Anche perchè il Comune non ha pubblicizzato l’evento e ha tenuto aperte solo alcune sale. Invece di tagliare nastri e ipotizzare candidature a sindaco sarebbe meglio che Sacchi si concentrasse di più sulla delega alla Cultura. É stata un’occasione persa per far conoscere meglio il patrimonio culturale. Altre sedi potevano essere più attrattive e meno complicate da gestire».
Il consigliere Fi puntualizza che al Castello ci sono già «altri problemi da risolvere». Quello dell’aria condizionata a singhiozzo «è annoso». Ora si è aggiunto il problema del sistema automatico antincendio del Settore Primo Ducale fuori uso. É stato colpito da un fulmine a giugno, i tempi per ripristinarlo non sono velocissimi. Il Comune da luglio ha dovuto rafforzare i pattugliamenti visivi e le ronde notturne per sorvegliare i depositi e le sale che sono rimaste sprovviste del sistema automatico di rilevamento dei fumi. Da inizio agosto al 15 novembre ha arruolato anche la vigilanza privata (Cittadini dell’Ordine), una guardia giurata ogni sera a supporto dei custodi del museo, dalle 21.30 alle sette del mattino. Spesa totale: 25.794 euro.
