Gentile direttore Feltri,
ieri Sigfrido Ranucci aveva annunciato querela contro la magistrata Clementina Forleo per le domande poste sul caso che lo riguarda. Poi ha dichiarato che non avrebbe proceduto, mentre il suo avvocato sostiene che la querela si farà. Lei ci capisce qualcosa?
Antonio Russo
Caro Antonio,
io non ci capisco più nulla. E sospetto che a questo punto non ci capiscano molto neppure i protagonisti di questa sempre più squallida vicenda. Ricapitoliamo, perché la faccenda possiede ormai una comicità involontaria che rischia di superare qualsiasi puntata di Report.
Clementina Forleo, un magistrato della Corte d’Appello di Roma, legge alcune notizie pubblicate dalla stampa e formula pubblicamente una serie di interrogativi sul caso Ranucci. Si chiede chi starebbe ricattando Ranucci, che cosa significherebbero certe frasi attribuite al giornalista sulle chat contenute nel suo telefono
e arriva a domandarsi perché egli non sia stato indagato per estorsione. Del resto, me lo sono chiesto pure io. Eppure, apriti cielo. Ranucci, il conduttore della trasmissione che ha elevato la domanda sospettosa a genere televisivo, annuncia querela.
La cosa, lo ammetto, mi diverte parecchio. Da anni Report interroga, sospetta, ricostruisce, insinua dubbi, pretende risposte. Ed è giusto che il giornalismo faccia domande. Ma allora mi sfugge perché il diritto al punto interrogativo debba appartenere esclusivamente a chi possiede uno studio tv, una telecamera e una prima serata Rai. Se la domanda la fa Ranucci, si chiama «giornalismo d’inchiesta». Se la domanda riguarda Ranucci, si chiama «diffamazione». Poi accade qualcosa di ancora più gustoso. Forleo replica spiegando che la sua era una riflessione su notizie pubblicate dal Foglio e successivamente riprese da Salvo Sottile. Ranucci, probabilmente resosi conto di avere pestato un, diciamo una buccia di banana, afferma allora che la
querela non gliela farà. È uno pensa: vabbè, dai, ok, benissimo. Sipario. Macché. Interviene l’avvocato di Ranucci e spiega che abbiamo capito male: nessun dietrofront, il suo assistito sarebbe stato sarcastico e la querela contro Forleo verrà presentata. A questo punto, la butto lì, servirebbe forse una puntata di Report per stabilire se Ranucci querelerà Forleo oppure no. Potrebbero intervistare Ranucci. Poi intervistare il suo avvocato. Poi mettere le due dichiarazioni una accanto all’altra. Infine Ranucci potrebbe porre a Ranucci una delle celebri domande scomode di Ranucci: «Insomma, Sigfrido, questa querela la fai o non la fai?». Ma, conoscendo la sensibilità di Sigfrido per le domande rivolte a lui stesso, potrebbe minacciare querela verso se stesso.
