Per la vittima è stato un vero e proprio inferno, anche se è durato pochi secondi. L'11 aprile alla stazione «Montenapoleone» della M3 un uomo di 52 anni, origine bangladese, scende dal treno di ritorno dal lavoro. Non fa in tempo a orientarsi che quattro giovani egiziani, tra i 19 e i 24 anni, lo circondano come lupi. Calci in pancia, pugni in faccia, uno strappo violento. Orologio e collana d'oro volano via. La vittima resta a terra con lesioni da sette giorni. Tutto filmato dalle telecamere Atm.
I «Falchi» della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia, non hanno perso tempo. Comparazione delle immagini più nitide, volti confrontati, accertamenti scientifici. L'indagine della Procura di Milano ha portato a quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere. Due dei ragazzi erano già ospiti di San Vittore per reati uguali. Il terzo l'hanno catturato a Milano, il quarto è stato fermato a Bologna dagli investigatori della Mobile locale.
Ma questa città non ha respiro. Domenica è toccata alla Polizia Locale. Al Castello Sforzesco, sotto il sole rovente, sette rumeni hanno puntato una preda perfetta: una donna di 78 anni con difficoltà motorie e in cerca di un po' di refrigerio. Così la circondano, la sorreggono fingendo gentilezza, quindi la trascinano a giocare alle tre campanelle. «Metti qui, signora, vinci facile». La truffa scorre fluida, la mano esperta che muove la pallina, gli sguardi che distraggono. Gli agenti osservano tutto da lontano, poi scattano. Cinque arresti: M.V. di 21 anni, R.B. di 51, N.I. di 42, T.C.F. di 36, Z.N. di 45. Due sono svaniti tra i turisti.
Stesso pomeriggio, alla stazione Centrale. Dentro un ascensore che scende verso la banchina, canicola e corpi stretti. Una ragazza di origine straniera ma nata in Italia di 19 anni, H.F., e una complice ancora senza nome, bloccano una turista. Spalle contro spalle, movimenti calcolati. La borsa scompare in un attimo: dentro tremila dollari in contanti. La giovane finisce in manette per furto aggravato in concorso.
Tre storie diverse, stessa ferocia. L'uomo che torna dal lavoro, l'anziana che cerca un po' di aria al Castello, la turista che credeva di essere al sicuro in mezzo alla folla. Vittime scelte perché sembrano più fragili.
Eppure Milano risponde. Con le telecamere che non dimenticano, con i Falchi che ricostruiscono, con la Polizia Locale che pattuglia piazze e metropolitane. Non sono episodi isolati. È un crimine predatorio che morde ogni giorno: rapine lampo, truffe da strada, furti in ascensore.
Le forze dell'ordine stanno alzando il livello. Indagini veloci, arresti in flagranza, misure cautelari eseguite in tutta la regione. Le immagini diventano prove, il territorio viene battuto metro dopo metro.
Non è una guerra vinta, ma una battaglia che non si ferma.Perché dietro ogni denuncia c'è una persona che ha perso fiducia nella propria città. E Milano, quella vera, quella che lavora, che visita, che invecchia per le strade, merita di camminare a testa alta.