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Cronaca nera

L’investitore dei ciclisti: “Non sapevo cosa facevo”

L’ex artigiano edile di Coassolo, che dopo l’incidente si è costituito ed è stato arrestato ed è da sabato agli arresti domiciliari, ha affidato le sue dichiarazioni al suo legale

I carabinieri sul luogo dove un'automobilista avrebbe investito deliberatamente un gruppo di ciclisti al termine di una lite, a Lanzo Torinese, ferendone quattro. Torino, 8 agosto 2026 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

«Non mi stavo rendendo conto di quello che stavo facendo. Ammetto la mia colpa e la mia responsabilità». Giuseppe Campagna, il 73enne accusato di avere investito sabato mattina a Lanzo Torinese un gruppo di ciclisti ferendone quattro, si dice «disperato» e chiede perdono alle vittime e alle loro famiglie.

L’ex artigiano edile di Coassolo, che dopo l’incidente si è costituito ed è stato arrestato ed è da sabato agli arresti domiciliari, ha affidato le sue dichiarazioni al suo legale, l’avvocato Tommaso Servetto. Campagna sostiene di avere compreso la gravità dell’accaduto soltanto dopo l’investimento e di essersi subito rivolto ai carabinieri per chiedere aiuto. «Non ho mai fatto male a nessuno - ha detto -. Non riesco a spiegarmi cosa mi ha portato a fare questo». L’uomo, risultato negativo all’etilometro e in attesa degli esiti degli esami tossicologici (ma lui sostiene di non aver mai fatto uso di sostanze, dovrà comparire davanti al gip. La procura di Ivrea procede per tentato omicidio.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’episodio sarebbe nato durante un tentativo di sorpasso. Campagna avrebbe suonato ripetutamente il clacson al gruppo di ciclisti che non agevolavano il suo passaggio e, dopo un gesto aggressivo e uno scambio di insulti, avrebbe fermato la Volkswagen Polo e inserito la retromarcia, travolgendo la comitiva. Non sarebbe finita lì: mentre alcuni ciclisti rimasti in sella cercavano di raggiungerlo, il 73enne avrebbe effettuato un’inversione dirigendo nuovamente l’auto verso il gruppo per colpire ancora i ciclisti.

Quattro le persone ferite. Le due in condizioni più serie, con prognosi comprese fra 60 e 90 giorni per gravi fratture, sono ricoverate al Cto di Torino; le altre due sono state trasportate al San Giovanni Bosco e medicate per ferite più lievi.

Tra i feriti più gravi c’è Sabatino Terracciano, 69 anni, finito sul cofano della Polo e poi sbalzato una trentina di metri più avanti. A salvarlo da conseguenze ancora peggiori potrebbe essere stato il casco che provvidenzialmente indossava. «Era costato 800 euro, mi sembrava una spesa eccessiva», ha raccontato la moglie a La Stampa. Quando è arrivata sul luogo dell’investimento ha trovato il casco spaccato a metà: «Oggi non posso che ringraziare che lo abbia comprato: gli ha salvato la vita».

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