Ci sono giornali che inseguono il tempo. E ce ne sono altri che il tempo lo attraversano, continuando a modulare la propria voce su toni, volumi e sfumature riconoscibili mentre attorno tutto cambia. Il Giornale appartiene a questa seconda categoria. Dopodomani, proprio nell'anniversario dei venticinque anni dalla morte del suo fondatore, Indro Montanelli, saremo in edicola con una nuova veste grafica. Perché stiamo progettando il Giornale del futuro.
Le pagine avranno un nuovo respiro, una grafica più essenziale ed elegante, un linguaggio visivo pensato per il lettore di oggi e, soprattutto, di domani. Sarà un giornale proiettato nel futuro, capace di raccontare un mondo che corre con gli strumenti del presente. Ma il futuro non nasce mai da una dimenticanza. Nasce da una memoria. Ogni casa ha le proprie fondamenta. Anche quando si rinnovano le stanze, si aprono nuove finestre e si lascia entrare una luce diversa, nessuno pensa di abbattere ciò che sostiene l'edificio. Così sarà per il Giornale. Cambierà il volto, non l'anima.
Le radici affondano nel gesto coraggioso di Montanelli, che immaginò un quotidiano libero prima ancora che moderno. Un giornale costruito sulla forza delle idee, sul valore della firma, sul rispetto dell'intelligenza dei lettori. Un luogo in cui le opinioni non fossero mai un rifugio, ma una sfida. Un giornale che non cercasse il consenso facile, bensì il confronto. "Controcorrente", come lui stesso lo definì.
Quell'eredità non è una fotografia in bianco e nero da appendere al muro. È una bussola. Indica la direzione mentre il paesaggio cambia. Ed è proprio perché il mondo corre a una velocità impensabile che diventa necessario trovare un linguaggio nuovo, come nuovi dovranno essere la forma e lo sguardo. Le pagine che i lettori sfoglieranno da dopodomani racconteranno questa ambizione. Più leggibili, più dinamiche, più ricche di fotografie di grande impatto, di approfondimenti e di spazi dedicati alle grandi storie del nostro tempo. Un giornale che si rinnova per essere ancora più vicino a chi cerca informazione, analisi e idee. "Una grafica diversa che accontenterà i vecchi e i nuovi lettori" spiega Mauro Brolis, art director de il Giornale.
Mentre Sergio Juan, direttore del progetto, racconta tre direttive precise: "L'Identità (il tempo storico de il Giornale). Il Giornale ha una storia, una voce e un'identità riconoscibili. Il progetto nasce per rafforzarle e renderle ancora più presenti nel nostro tempo. Il Tempo (del lettore). Ogni giorno chiediamo al lettore qualcosa di prezioso: il suo tempo. Per questo ogni scelta è pensata per aiutarlo a orientarsi, capire che cosa conta e trovare ciò che merita davvero la sua attenzione. E infine il Futuro (il tempo futuro del quotidiano). Quello de il Giornale nasce dalla capacità di evolvere, continuando a essere autorevole, riconoscibile e rilevante per i propri lettori".
Per noi è un'emozione, perché ogni cambiamento ne porta con sé. È il momento in cui si lascia una strada conosciuta per imboccarne un'altra, senza perdere il senso del viaggio. Perché innovare non significa cancellare. Significa avere il coraggio di continuare.
Il futuro non appartiene a chi dimentica le proprie origini, ma a chi sa trasformarle in una promessa. È questa la promessa che il Giornale rinnova ai suoi lettori: restare fedele alla propria identità mentre cambia il modo di raccontare il mondo. Le pagine saranno nuove. Lo spirito resterà quello di sempre.
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