Bufera sui dirigenti dell'Istituto Zooprofilattico di Foggia: danno erariale per un milione di euro

La decisione è stata presa dal Procuratore Regionale della Corte dei Conti di Puglia che ha condiviso gli esiti dell'attività investigativa della Guardia di Finanza

Bufera sui dirigenti dell'Istituto Zooprofilattico di Foggia: danno erariale per un milione di euro

Al termine di articolati accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza di Foggia, sono stati condannati dalla Corte dei Conti - Sezione Giurisdizionale per la Regione Puglia - al pagamento di un milione di euro cinque soggetti. Si tratta di presidenti e dirigenti pro tempore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Puglia e la Basilicata di Foggia ritenuti responsabili, nell'esercizio delle proprie funzioni, di aver arrecato all'Erario un danno erariale di pari importo. L'attività investigativa aveva preso l'avvio da una segnalazione effettuata nel settembre 2015 dai vertici dell'Ente appena insediatisi. Secondo la stessa l'Ente, nella persona dei precedenti dirigenti, aveva affidato ad una società di servizi informatici del capoluogo dauno la gestione dell' "Anagrafe e movimentazioni animali da allevamento" e dell' "Osservatorio epidemiologico veterinario regionale". L'assegnazione non aveva tenuto conto del fatto che le convenzioni quinquennali (dal settembre 1998 e del febbraio 2000) fossero scadute. Dagli approfondimenti eseguiti dai militari è emerso che nel dicembre 1997 l'Ente pubblico aveva stipulato la suddetta convenzione, quantificando il costo complessivo in 714 milioni di lire per la cessione del software applicativo. 536 milioni di lire annui, invece, erano destinati alla manutenzione e gestione della banca dati.

Scadute le convenzioni, l'Ente sanitario (nel periodo 2006-2014) aveva proceduto a prorogare l'affidamento del servizio in questione alla medesima società per un costo complessivo di circa 494mila euro all'anno. Nel 2015 i nuovi vertici dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, rilevata l'eccessiva spesa, hanno acquistato un applicativo più performante al costo, una tantum, di circa 355mila euro. A partire dal 2016 si è poi optato per la gestione "in house" attraverso l'assunzione di due tecnici informatici per una spesa annuale di circa 78mila euro. I Finanzieri hanno così accertato che la differenza tra il costo sostenuto dall'Ente e quello che avrebbe potuto sostenere se nel 2006 ne avesse internalizzato l'esecuzione, ha cagionato un rilevante danno eraliale all'Ente e alla Regione Puglia. Pertanto cinque presidenti e dirigenti pro tempore sono stati condannati a risarcire, in solido tra loro, il danno ammontante a un milione di euro. La decisione è stata presa dal Procuratore Regionale della Corte dei Conti di Puglia che ha condiviso gli esiti dell'attività investigativa delle Fiamme Gialle foggiane.