Diffamare il proprio dentista su Facebook non è reato

L’uomo aveva sconsigliato altri ad andare da quel medico, dopo la sua esperienza diretta. Molti i like e i commenti positivi che il suo post ha ricevuto

Non sempre diffamare il proprio medico su Facebook può costituire reato. Nel dubbio però meglio evitare, per non rischiare di essere poi condannati a dover risarcire il professionista calunniato. Non è questo il caso della sentenza emessa da un giudice del Tribunale di La Spezia. Merito soprattutto del legale della difesa che è riuscito a far assolvere il suo cliente. Ma andiamo per ordine nel raccontare quanto avvenuto. Luciano Chiaro era stato accusato di diffamazione e calunnia dal proprio dentista che lo aveva avuto in cura, dopo che aveva deciso di diffamare il professionista su Facebook. Post che tra l’altro aveva ricevuto parecchi like e commenti positivi da altri navigatori che lo avevano letto.

Il paziente decide di diffamare il dentista

Come riportato da Il Secolo XIX, le motivazioni reali della sentenza verranno depositate tra due mesi. Al momento, quindi, si possono solo immaginare. Fatto sta che una cosa è certa: Chiaro è stato assolto. Il merito va sicuramente al legale che lo ha assistito, l’avvocato Pasquale Iodice, che è riuscito a smontare le accuse e a dimostrare che il suo cliente si era solo sfogato per una delusione dovuta al lavoro del dentista. E di essersi sentito abbandonato dal camice bianco che non aveva risolto i suoi problemi di salute. Da quanto emerso sembra che il medico non abbia sbagliato il lavoro, solo sarebbe sopraggiunto un imprevisto, che in alcuni casi può capitare durante un intervento. Proprio per questa possibilità il paziente aveva firmato il foglio di consenso all’operazione.

La denuncia per la foto di una porchetta

Quando però il dentista ha spiegato all’uomo che non vi era modo di rimediare a quanto accaduto, questi si è arrabbiato non poco e, alla prima occasione, ha pensato bene di dare libero sfogo al suo rancore e di diffamare il professionista via web. E l’occasione è arrivata grazie a una semplice foto ritraente una porchetta e postata da un agriturismo. Apriti cielo: davanti ai commenti felici di chi quella porchetta poteva addentarla e gustarla, Chiaro non ci ha più visto e ha raccontato la sua disavventura, insultando anche il dentista in questione. I militari, chiamati in aula a testimoniare, hanno confermato che il post è rimasto visibile sulla pagina molti giorni. I carabinieri hanno inoltre contato i mi piace conquistati dal commento dell’imputato e controllato se altri utenti avevano offeso il professionista. L’unico responsabile, secondo l’accusa, era Luciano Chiaro. Ed è qui che entra in campo la bravura dell’avvocato Iodice che è riuscito a far assolvere il suo cliente dal giudice Giacomo Nappi.

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