"Dovevo esserci io con mio figlio in quella cabina..."

Doveva salire sulla funivia del Mottarone insieme a suo figlio di sei anni ma non c'era più posto: il racconto di un padre scampato alla tragedia

"Dovevo esserci io con mio figlio in quella cabina...", il racconto di un testimone al Mottarone

A volte il destino gioca tiri mancini, altre il contrario. Quest'ultimo è caso di Dario Prezioso, un turista che si trovava a Stresa insieme al figlio di 6 anni. Sarebbero dovuti essere anche loro a bordo di quella cabina che si è schiantata sul Mottarone nel pomeriggio. 14 le vittime su 15 occupanti, l'unico sopravvissuto è un bambino di circa 5 anni, ricoverato a Torino con gravi fratture agli arti e sottoposto a un intervento chirurgico di stabilizzazione.

"Quando ho sentito la notizia della funivia mi si è gelato il sangue: in quella cabina potevamo esserci io e il mio bambino di sei anni", ha raccontato Dario Prezioso all'Adnkronos. L'uomo si trovava alla stazione intermedia quando è accaduta la tragedia del Mottarone e non ha preso quella cabina solo per un caso fortuito. Con le restrizioni Covid anche le cabine della funivia viaggiano a regime ridotto e così, negli stessi spazi in cui fino a un anno e mezzo fa si poteva viaggiare in 35 ora si viaggia in 15. "Avevo deciso di portare il mio bambino ad Alpiland dove c'è una pista di bob ma per una serie di miracolose coincidenze, quando siamo arrivati a prendere la funivia, la cabina che si è schiantata era già al completo e quindi non siamo potuti salire. Eravamo i prossimi e quindi ci siamo fermati ad aspettare la cabina successiva, che non abbiamo mai preso", ha spiegato Dario Prezioso.

Una fortunata coincidenza per questo padre con suo figlio piccolo, che si è accorto dell'incidente: "Le persone che si trovavano sulla cabina caduta le avevamo incontrate in coda per i biglietti e avevano anche scambiato qualche parola. Poi mentre in attesa nella stazione intermedia stavo spiegando a mio figlio come funziona la funivia, ho sentito un colpo e ho visto un cavo cadere mentre la cabina che stava scendendo si è immediatamente bloccata. A quel punto ho pensato che lo stesso fosse accaduto alla cabina che stava salendo, ma purtroppo, ho scoperto poi, così non è stato". Immediatamente l'uomo non ha avuto l'esatta percezione di quanto fosse accaduto, dalla sua posizione la cabina non era più visibile.

La scoperta di quanto accaduto è avvenuta solo qualche minuto dopo, quando i due erano ormai lontani dal Mottarone e dal luogo dell'incidente: "Subito dopo ci hanno riportato a terra, ci hanno rimborsato il costo del biglietto e io e mio figlio ci siamo allontanati fino a raggiungere una pizzeria sul lago. Mentre andavamo via abbiamo sentito alcune sirene. 'Un po' strano', ho pensato, per un cavo che si è rotto. Solo mentre ero in pizzeria ho scoperto cosa era accaduto. In quel momento mi si è gelato il sangue".

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