Responsabile del 118 nella seconda casa al mare. Scoppia la bufera ma lui si difende

Mario Raviolo, responsabile dell'emergenza 118 regionale del Piemonte, replica duramente alle accuse e ricorda di aver rispettato le norme in vigore

Responsabile del 118 nella seconda casa al mare. Scoppia la bufera ma lui si difende

"È un’occasione persa, specie per le attività", aveva spiegato un turista ai microfoni del Tg3 riferendosi ad una Loano insolitamente vuota nel periodo pasquale. Una constatazione amara che racconta di un’Italia diversa causa Covid-19, nonostante sia passato oltre un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Nulla di male in queste parole. Eppure la persona intervistata, peraltro in tenuta da mare e con asciugamano sulle spalle, è finita al centro delle polemiche. E non per il pensiero espresso ma per il suo lavoro. Il turista, infatti, non era altro che Mario Raviolo, responsabile dell'emergenza 118 regionale del Piemonte.

È bene precisare che riguardo al suo soggiorno nella località ligure non c'è alcuna violazione di ordinanze, visto che Raviolo, residente a Savigliano nel Cuneese, è arrivato lì dove ha una seconda casa prima dell'entrata in vigore dei provvedimenti restrittivi. Molti, tra cui i sindacati del personale sanitario, ne hanno però sottolineato l'inopportunità. Medici e infermieri, infatti, proprio il 31 marzo si sono visti recapitare dal Dipartimento per le malattie ed emergenze infettive una circolare che ricorda a la necessità di una "continuità assistenziale nel periodo delle festività pasquali – e raccomanda – la necessità di mantenere invariate le condizioni che permettono una sicura e continua assistenza in termini clinico assistenziali e di supporto. In particolare si chiede di garantire le turnazioni del personale medico, di assistenza e di supporto previste". La Nursing Up Piemonte ha spiegato che "di fatto, anche se in modo velato, si chiede ai direttori delle Asr del Piemonte la soppressione delle vacanze pasquali per il personale infermieristico e per i professionisti sanitari".

Raviolo, però, si difende parlando di una "polemica pretestuosa e illegittima". In una intervista al Corriere della Sera il responsabile dell'emergenza 118 regionale del Piemonte ha spiegato di trovarsi a Saluzzo, nella sede della Maxi-emergenza 118, dove sta pianificando alcune riunioni per i prossimi giorni mentre ieri era "a Torino nella sede dell’Unità di crisi”.

Insomma, Raviolo è già rientrato da Loano. "Nel rispetto delle norme della Regione Liguria, che ha vietato l’accesso alle seconde case a residenti e non residenti. Mercoledì ero già in ufficio", ha spiegato ancora il dottore che poi ha aggiunto di aver usufruito di 3 giorni di relax: "Ne avevo 92 di ferie e adesso me ne restano 89. Io ho rispettato sia i miei diritti sia, appunto, le regole". Il perché del viaggio è lo stesso Raviolo a spiegarlo: "Avevo il condizionatore di casa rotto. Dieci giorni prima, avevo preso l’appuntamento con il tecnico, che è venuto martedì alle 14. Io sono arrivato lunedì e, nonostante le ferie, ho lavorato tutto il giorno in videoconferenza. Ora invece mi ritrovo assalito".

Il punto che a molti non è andato giù è il fatto che nelle stesse ore del viaggio finito sotto i riflettori l’Unità di crisi inviava una lettera in cui si raccomandava di garantire gli stessi livelli di assistenza a Pasqua e Pasquetta. Ma Raviolo replica prontamente: "Non ho inviato io quella comunicazione che, comunque, non vieta le ferie del personale sanitario ma chiede soltanto ai direttori generali di prestare massima attenzione anche in quei giorni, perché tutti i servizi siano coperti". Raviolo forse non si aspettava di essere coinvolto in una simile tempesta, tanto che ammette di sentrisi molto dispiaciuto per quanto successo nelle ultime ore. "Fossi uno che non lavora- è il suo sfogo- mi direi, forse è anche giusto, ma io non sono così. I lazzaroni esistono, io però non sono uno di loro. Sono sempre in prima linea, sempre disponibile con tutti, io sono qui anche nei prossimi giorni. Non c’è nessun problema".

Più che arrabbiato il medico fa capire di essere sconfortato, anche perché in ballo c’è la sua credibilità: "Io penso di essere una persona da trattare con rispetto per tutto quello che fa per la sanità di questa Regione, è tutto". Di una cosa, però, Raviolo si è detto sicuro: se oggi il giornalista le rifacesse la stessa domanda lui risponderebbe di nuovo senza problemi: "Il mio pensiero è che mi dispiace per i negozianti che, dopo un anno di pandemia, ancora devono tenere chiuso. Non ho nulla da nascondere". Nessun passo indietro. Ma forse ciò non basterà a spegnere le polemiche.

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