Cronache

"È un attacco anticristiano". Furto choc in Terra Santa

Tra il 19 e 20 agosto la croce in ferro battuto che campeggia vicino al santuario della Moltiplicazione dei pani e dei pesci è stata rubata. Ignoti gli autori del gesto. Ma per le autorità si tratta di un gesto "anticristiano"

 "È un attacco anticristiano". Furto choc in Terra Santa

La comunità cristiana di Terrasanta è sotto choc per il furto di una croce eretta nei pressi del luogo in cui, secondo la tradizione e l'archeologia biblica, Gesù compì il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. A venire trafugata è stata infatti una croce di ferro battuto che si trovava su una roccia nei pressi del monastero dei Benedettini a Tabgha, nel nord dello Stato ebraico, sulle rive del Mare di Galilea, altrimenti chiamato Lago di Tiberiade. Il terreno dove sorgeva il simbolo sacro è di proprietà della Dvhl, ossia l’Associazione tedesca per la Terra Santa. Tabgha, ubicata a nord-ovest dello specchio d'acqua, ospita due santuari, di cui uno ricorda appunto la moltiplicazione dei pani e dei pesci, mentre l'altro celebra il Primato di Pietro, ossia il momento in cui Gesù conferì a Pietro il primato all'interno del gruppo degli Apostoli e della Chiesa.

La scoperta del furto è avvenuta il 19 agosto grazie a uno dei religiosi della chiesa della Moltiplicazione dei pani e dei pesci. La croce era stata divelta da un altare di pietra situato all’aperto e, essendo la stessa ben ancorata alla lastra di basalto dell’altare, chi l’ha rubata, sostengono i monaci e i giornalisti del posto, ha dovuto usare molta forza. In base alle prime ricostruzioni, il ladro sarebbe arrivato fino all'altare di pietra provenendo dalla spiaggia, dopo avere attraversato il lago a bordo di un'imbarcazione. Il gesto incriminato, denunciano a Tabgha, non sarebbe affatto un incidente, ma una provocazione deliberata, un vero e proprio "attacco anticristiano".

La polizia israeliana sta attualmente indagando sulla sparizione della croce; anche il rappresentante della Santa Sede nello Stato ebraico, monsigor Tito Yllana, è stato informato del crimine, così come l'ambasciata tedesca a Tel Aviv. Purtroppo, le telecamere che sorvegliano l’area del santuario benedettino della Moltiplicazione non hanno potuto riprendere l’atto sacrilego, in quanto la zona in cui sorge l'altare di pietra, pur essendo visitata costantemente da tanti pellegrini, non è compresa nel sistema di video-monitoraggio dell'area sacra.

La pista investigativa relativa alla natura anticristiana di quel furto prende spunto dal fatto che lo stesso santuario della Moltiplicazione è stato già vittima in passato di attacchi a sfondo religioso. Il 18 giugno 2015, infatti, tale santuario di Tabgha fu incendiato durante la notte, con conseguenti gravi danni all’edificio; sui muri di quest'ultimo furono ritrovate allora scritte in ebraico che accusavano i cristiani di praticare "il culto degli idoli". Le indagini portarono dopo un mese all’arresto di due giovani ebrei legati al movimento di coloni ultranazionalisti denominato "I giovani delle colline", attivo dal 2013 e caratterizzato da un piglio spiccatamente anticristiano. I due soggetti fermati si chiamavano Yinon Reuveni (allora 20enne) e Yehuda Asraf, 19enne. Nel 2017, al termine del processo a loro carico, Reuveni è stato dichiarato colpevole, mentre il suo complice Asraf è stato al contrario assolto.

Commenti