Il ct Jesse James problema per se stesso?

«A volte stento a ricono­scermi quando sono così arrabbiato; fac­cio un viaggetto al di fuori del mio corpo, guardo le mie mani rosse e la mia faccia cattiva, e mi chiedo come può un uomo ridursi così. Ormai sono diventa­to un problema per me stesso». Vi sfido a indovinare chi abbia pronunciato queste parole in un film? Hopkins in Hannibal? Nega­tivo. Nicholson in Shining? No. Perkins in Psycho? Nemmeno lui. Si tratta di Brad Pitt, il film è del 2007, diretto dal regista Andrew Dominik. Titolo? «L’assassinio di Jesse James per mano del codar­do Robert Ford». Ora che c’entra questo con il mondiale di football? Beh, dovre­ste rivolgere la domanda a Mar­cello Lippi che ha voluto spiazza­re gli astanti cronisti, seminatori di trappole e banditi, citando una frase del gentiluomo ameri­cano finito ammazzato da mister Ford, suo sodale di gang: «I caval­li, Johnny, si contano al palo» tan­to per dire «piano con le critiche che poi alla fine vedrete chi avrà ragione, cari i miei cow boys pi­stoleri ». Senza nemmeno il piani­sta del saloon ad accompagnare la minaccia. Torno alla citazione iniziale. Dunque Jesse James, nei film al­meno, dice tante cose ma le paro­le di Brad Pitt sembrano cucite su misura per il nostro cittì che ogni tanto si arrabbia, che ogni tanto ha la faccia cattiva, che, tuttavia, mai dirà di essere diventato un problema per se stesso. Semmai può esserlo diventato per la nazionale che è azzurra co­me il colore delle mozzarelle ava­riate. Guarda un po’ i casi della vita, non ti puoi distrarre un atti­mo e ti frega anche lei, la mozza­rella anche se qui qualcuno ri­schia di fare la figura del provolo­ne. Comunque Lippi James ha le idee chiare, le illustra con preci­sione e dovizia di particolari, è si­curo, non può essere diversa­mente, la Colt è pronta, la squa­dra saprà reagire dopo le prime due incerte prestazioni e, dun­que, i critici rosiconi dovranno, dovremo, rimangiarci tutte le ma­l­e parole di queste ultime settima­ne. Speriamo che così accada. Ab­biamo bisogno di altre citazioni da film, magari al posto di un ban­dito americano andrebbe bene anche il sosia del cittì, Paul New­man ne “Lo Spaccone”: «Io sono il più forte che hai conosciuto, il più forte. Anche se mi batti, resto il più forte».

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