E Amadori affida a Ibm la gestione della propria efficienza

Servizi evoluti, vantaggi immediati e taglio dei costi. Amadori (www.amadori.it) si è rivolto agli specialisti di Ibm per ottenere una soluzione che gli consentisse di migliorare il livello di continuità del servizio e riducesse i costi generati dalla mancata ottimizzazione, con alti livelli di efficienza e di flessibilità.
Il gruppo Amadori è impegnato da sempre a proporre soluzioni gastronomiche innovative a base di carne per garantire sicurezza, trasparenza, affidabilità al consumatore. Ogni giorno, il settore ricerca e sviluppo pensa a nuovi modi di unire alla ricchezza nutritiva delle carni bianche un gusto unico ed una preparazione rapida, nuove idee per prodotti all’avanguardia nel mercato. Il gruppo Amadori, con un fatturato di oltre un miliardo di euro nel 2008 e 6.250 tra dipendenti e collaboratori, è una delle principali realtà europee nel campo della produzione e commercializzazione di carni avicole che integra la filiera completa, di cui fanno parte più ragioni sociali e una molteplicità di competenze e attività, tipiche del settore alimentare, dispone di una decina di impianti di produzione e oltre 30 filiali e agenzie. L’unità It e organizzazione, è guidata da Gianluca Giovannetti che, con il contributo di oltre 30 persone, fornisce servizi a tutte le ragioni sociali del gruppo dislocate territorialmente in 70 diversi punti fisici sul territorio nazionale e circa 1.000 utenti. Il gruppo dispone di tre siti centrali, ove sono distribuiti la maggior parte dei 150 server in uso in azienda. «La nostra esigenza era quella di razionalizzare il parco sistemistico e mitigare i rischi - dice Giovannetti -: rischi alti se esistono tanti server distribuiti. Avevamo anche l’esigenza di ridurre le ridondanze, per ridurre i costi e aumentare l’efficienza. Ci siamo rivolti a Ibm, che è il nostro partner da lunga data, per ciò che riguarda l’infrastruttura informatica». Ancora oggi in molte delle 30 filiali Amadori c’è un server Ibm SystemX locale con Red Hat Enterprise Linux. La nuova infrastruttura dinamica ha permesso di consolidare e virtualizzare oltre 30 server collocati nelle filiali in due server Ibm Power Systems ubicati in due siti distinti; consolidare e virtualizzare un consistente numero di server con servizi basati su x86, realizzando un’infrastruttura formata da 4 server xSeries e Storage della serie Ds4800 con la creazione di un secondo nucleo di risorse analogo, per la massima affidabilità; ridurre a meno di 100 i sistemi, con conseguente riduzione dei costi energetici e operativi, semplificazione della gestione e del back-up. È in via di realizzazione anche la migrazione da un ambiente collaborativo Exchange su Windows Server 2003 a un ambiente Domino su Red Hat Enterprise Linux, processo che spiana la strada a un nuovo sistema di archiviazione (Content Collector for eMail e Sametime) per poter disporre di informazioni tempestive e integrate e comunicare in sicurezza e in tempo reale con clienti, fornitori e partner.