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"Caro bollette tlc? Nessun automatismo. L'Italia ha i prezzi più bassi d'Europa"

Moglia (FiberCop): "Ristatalizzazione del mercato? Non è vero"

"Caro bollette tlc? Nessun automatismo. L'Italia ha i prezzi più bassi d'Europa"
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Lo studio dell'Istituto Bruno Leoni (Ibl) che denuncia una "ri-statalizzazione e ri-monopolizzazione" del mercato tlc italiano non convince FiberCop. Giovanni Moglia, chief regulatory affairs officer dell'azienda, contesta le tesi del Focus firmato da Davide Mattone e Carlo Stagnaro e offre una lettura opposta tanto del quadro regolatorio quanto della struttura concorrenziale del settore. Il punto di partenza è la trasformazione vissuta dal mercato nel giugno del 2024. "Questo cambio di regole nasce dal fatto che siamo diventati wholesale only", spiega Moglia. "L'operatore tradizionale, che prima aveva la rete e vendeva anche i servizi finali, si è diviso: da una parte c'è l'operatore che vende i servizi ai clienti finali e dall'altro c'è l'operatore che fa la rete e la vende a tutti gli operatori", aggiunge.

Una separazione non soltanto societaria ma proprietaria, che rende strutturalmente impossibili i sussidi incrociati tra wholesale e retail che la regolamentazione tradizionale ha sempre faticato a prevenire: "In Italia si è avuto il primo caso in Europa e uno dei primi al mondo di spacchettamento verticale di un operatore in campo", rimarca Moglia. Il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche prevede che, una volta realizzata la separazione proprietaria, l'operatore non sia più vincolato al solo orientamento ai costi ma possa praticare prezzi "equi e ragionevoli": un criterio che implica non discriminazione, rispetto dei propri costi e investimenti e benchmarking internazionale. Non una deregolamentazione, dunque, ma un adeguamento alla normativa comunitaria vigente. La critica più diretta dell'Ibl riguarda i nuovi listini con aumenti medi del 15% sui canoni mensili. Moglia ricorda che simili analisi non possono prescindere dal contesto.

"Bisogna guardare al confronto internazionale", osserva ricordando che "anche con la rimodulazione continuiamo ad avere i prezzi più bassi di tutta Europa, i più bassi in assoluto. Non c'è altro paese che ha prezzi così bassi". Moglia continua: "L'azienda, in un mercato competitivo come quello italiano, è l'unico operatore presente solo sul mercato all'ingrosso che, con un piano di investimenti di 10 miliardi di euro in 4 anni sta investendo strutturalmente nella realizzazione di una rete neutrale e capillare a beneficio di tutti gli operatori di tlc e dell'intero sistema Paese".

La struttura del nuovo listino risponde a una logica precisa: spingere la migrazione verso la fibra. I prezzi dei servizi misti fibra-rame cresceranno, quelli dei servizi Ftth resteranno sostanzialmente fermi. "Abbiamo tenuto il prezzo della fibra flat e alzato il prezzo del rame", spiega Moglia, precisando che l'aumento è "più accentuato dove c'è l'alternativa fibra e molto meno accentuato dove c'è solo rame". È il meccanismo adottato in altri Paesi europei per accelerare la transizione tecnologica.

Dunque, parlare di rischio stangata in bolletta è quantomeno avventato, non essendo previsto, stando ai margini attuali del mercato retail, nessun automatismo di un eventuale ribaltamento deicosti wholesale sui clienti finali. Scelta che comunque spetterebbe agli operatori retail.

La garanzia strutturale per i

consumatori, quindi, risiede nell'assetto del mercato: due operatori wholesale (FiberCop e Open Fiber; ndr) con azionariati distinti che servono operatori retail privi di qualsiasi legame proprietario con le infrastrutture.

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