L'ultima "occasione" Quota 100: ecco cosa fare

Quota 100 volge al termine ma chi matura i requisiti potrà sfruttare questa misura anche dopo il 2021: ecco come evitare lo scalone dei 5 anni in arrivo

L'ultima "occasione" Quota 100: ecco cosa fare

Il 31 dicembre sarà l'ultimo giorno utile per andare in pensione a 62 anni e 38 di contributi: ma cosa accadrà dopo Quota 100? Nel dubbio, migliaia di cittadini italiani che hanno maturato questi requisiti, hanno già inviato le domande per uscire dal mondo del lavoro.

Le domande di pensionamento

I numeri non mentono: a fine agosto si è arrivati a 341mila pensionamenti per un costo di circa 18,8 miliardi fino al 2030: secondo gli addetti ai lavori, le 400mila uscite si potranno superare entro fine anno. Se non sarà una vera e propria fuga di massa, è solo perché i lavoratori che conquistano i requisiti della misura agevolata entro il 31 dicembre potranno usare il diritto in qualsiasi momento negli anni successivi: una platea di un altro mezzo milione di persone non dovrà fare i conti con lo scalone di 5 anni in arrivo per tutti gli altri da gennaio 2022. Insomma, un bel vantaggio.

Chi va in pensione anticipata

Da quanto rivelato dall'Inps, l'identikit del beneficiario di Quota 100 è uomo, dipendente pubblico e privato, principalmente del Nord (se privato) e del Centro (se statale). Le domande arrivate fino al 31 agosto fanno riferimento a 273.519 lavoratori dipendenti, di cui 166.282 del settore privato e 107.237 del settore pubblico, mentre i lavoratori autonomi sono 67.609. Per il 69,3% si tratta di uomini, con le donne al 30,7%. L'importo lordo medio annuo erogato è di 25.663 euro: 17.983 euro per gli autonomi, 27.237 euro per i dipendenti privati e 28.064 euro per i dipendenti pubblici. La maggior parte dei beneficiari della soluzione agevolata sono lavoratori nati alla fine degli anni '50 (tra il '57 e il '59) nella prima fase del baby boom in pieno miracolo economico, con carriere senza buchi contributivi ed hanno potuto contare su occupazioni stabili nel settore pubblico.

La voce dei sindacati

I sindacati, dal canto loro, lanciano un doppio messaggio: se la quasi ex Quota 100 "non è stata un insuccesso", è anche vero che la spinta è a ipotecare i risparmi di spesa rispetto alle previsioni. Il minore accesso alla soluzione farebbe risparmiare ben 6,4 miliardi. "Questa misura è stata usata da poco più di un terzo della platea prevista - avvisa il segretario confederale della Cisl, Roberto Ghiselli, intervistato da Il Giorno - Chiediamo che i risparmi siano utilizzati nella previdenza, che dovrà essere una delle priorità del governo anche in vista del termine di questo strumento". L'ipotesi è che, entro fine anno, le domande non supereranno le 384mila, ben al di sotto delle 973mila ipotizzate nella relazione di accompagnamento alla legge.

Come detto prima, gli esperti di conti previdenziali ipotizzano che sia verosimile toccare le 400mila uscite entro fine anno. E, soprattutto, come siano da mettere in conto gli esodi possibili negli anni successivi con il diritto acquisito al 31 dicembre, ed utilizzabile in ogni momento anche quando sarà cancellata la possibilità per chi non avrà maturato i requisiti entro la scadenza. La conferma arriva dai numeri di chi ha lasciato il lavoro fino a oggi: oltre 150mila le persone che sono andate via a 62 anni, più di 73mila coloro che avevano 63 anni: dunque, un altro mezzo milione di lavoratori potrà comunque lasciare l'attività tra i 62 e i 65 anni nei prossimi anni.

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