La nonna di Tomasini e il debito della Repubblica italiana

Il fatto che l'Italia si possa finanziare da sola, come va di moda dire oggi, è un aspetto molto delicato della gestione del debito

Quando sei solo a comprare una azione o un titolo o stai facendo l’affare del secolo o l'affare del secolo lo sta facendo il venditore. Così gira il fumo sui mercati e nella vita.

Che l’Italia si possa finanziare da sola, come va di moda dire oggi, è un aspetto molto delicato della gestione del debito. E molto pericoloso.

Mi ha stupito la Prof. Elsa Fornero che in un dibattito televisivo settimane fa ha apertamente dichiarato “ci dovrà essere molto presto una qualche forma di trasferimento della ricchezza privata alla ricchezza pubblica”. Rispetto molto l’onestà intellettuale della Fornero che da anni sostiene l’insostenibilità del nostro sistema previdenziale, appartenendo forse ad una categoria, quella dei giornalisti, che ha un suo istituto di previdenza, l’INPGI, vicino al collasso con un disavanzo stimato per il 2020 di 190 milioni di euro rispetto ai 169 del 2019.

I giornaloni della stampa finanziaria compassata sventolano ai quattro venti il successo del collocamento del BTP Italia, come se i cattivi dell’Unione Europea che non vogliono mettere mano al portafoglio per aiutare gli evasori italiani fossero stati salvati dalla cavalleria dei piccoli risparmiatori italiani che a colpi di 20.000 euro di investimenti in BTP hanno ribaltato le sorti del Belpaese.

“L’Italia si salva da sola” titola Milano Finanza, più freddo Il Sole 24 Ore “BTP Italia: ecco chi l’ha comprato, tra piccoli risparmiatori, banche e investitori esteri”. Dei 383.966 contratti conclusi nella fase riservata al retail circa il 60% è stato di importo inferiore ai 20.000 euro. In totale il 78% dei 14 miliardi di euro raccolti nella prima fase del collocamento è stata sottoscritta dai piccoli risparmiatori dice il Ministero dell’Economia. E se si considerano i contratti fino a 50.000 euro si arriva circa all’88% del totale relativo a questa fase.

Nella seconda fase il collocamento ha visto una presenza predominante di investitori domestici, che hanno sottoscritto il 51.9% del totale.

Morale: la maggior parte del collocamento è in mano ad italici sottoscrittori dei quali la maggior parte sono retail.

Io non sono compreso nel 78% di quei sottoscrittori e me ne vanto. Quando il debito è in mano quasi solo ai piccoli il rischio aumenta: se ci fossero piccoli italiani e grandi stranieri insieme (dove per grandi intendo gli investitori istituzionali tedeschi e francesi) mi sentirei molto più a mio agio. Il debito pubblico è in mano oggi solo per il 28% ad investitori esteri. Francamente per guadagnare un rendimento dell’1.59% lordo sull’orizzonte dei 10 anni, tanto rendono i BTP decennali, io me ne sto a casa a guardare la televisione. E idem con patate su un orizzonte dei 30 anni per uno striminzito 2.51% lordo, anche considerando che su quel time frame la gran parte dei miei lettori (me compreso) sarà in cielo a suonare l’arpa.

Come un investitore possa investire con questi tassi di interesse e dormire sonni tranquilli non l’ho mai capito e né mai lo capirò.

Forse la conclusione è che tutti stimano il futuro in base a quello che è successo nel passato.

Quando spiego ai miei amici che il debito pubblico era il 136% del PIL a febbraio 2020 ed adesso forse è arrivato al 170% (nessuno lo vuole scrivere nero su bianco tanto che Moody’s pur di non emettere il giudizio sul debito italiano ha “riorganizzato il calendario” sic !) e la Grecia è saltata con il 140% mi rispondono sempre allo stesso modo: dici che falliremo presto da almeno 20 anni e non è ancora successo ancora niente e tu sei lì bello paffuto a raccontare sempre la stessa storia.

Un po' come mia nonna che da 60 anni in poi minacciava ogni giorno “ora muoio” “ora muoio” “ora muoio”. Lo ha fatto per 30 anni e poi alla fine, aggiungo io, ci ha azzeccato perché è morta davvero.

Farà la stessa fine della nonna di Tomasini anche il debito della Repubblica Italiana ?

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Commenti

lorenzovan

Sab, 23/05/2020 - 13:11

il vero problema non e' tanto l'importo del debito..quanto la sua sostenibilita' ..unita alla capacita' di rinnovemento e di produrre benefici...il nostro vero problema non e' tanto il debito..quanto l'incapacita' di alta produione qualificata e consegue´ntemente lti guadagni che permetterebbero di pagare debiti interessi ed avere un surplus per gli investimenjti..Ma le vere riforme ..non le vuol fare nessuno ..ne' la destra ..ne lq sinistra ne il centro..ci vorrebbe una Tatcher...ma dove la trovi nel pollaio italiota ???

Ritratto di No_sinistri

No_sinistri

Sab, 23/05/2020 - 14:00

Il debito pubblico è figlio della corruzione, dei privilegi e dell'assistenzialismo. Tagliare stipendi faraonici ai magistrati. Basta pagare le scuole private ai figli dei lavoratori in nero dalla Romania. Eliminare i centri sociali. Mettere un termine al reddito di cittadinanza e a tutte queste forme di assistenzialismo a favore dei pelandroni. Patrimoniale su politici e amministratori pubblici corrotti trasformando i reati da penali a civili.

agosvac

Sab, 23/05/2020 - 14:13

Non sempre un basso tasso di interesse sui titoli di Stato aiuta lo stesso Stato, spesso lo distrugge perché nessuno investe senza speranza di guadagnarci sopra. Vedi la Germania che vede invenduti la maggior parte dei suoi titoli perché sotto zero. Li acquista la Bundesbank, ma è una partita di giro: inconcludente. L'Italia, se avesse un Governo accorto, potrebbe emettere titoli con un interesse abbastanza elevato da attrarre gli investitori italiani mettendo a garanzia le sue riserve auree piuttosto consistenti. Ma ci vorrebbe un Governo serio, non quello attuale. Nessuna riforma finanziaria si fa a credito perché sennò non sdarebbe neanche necessaria. Continua.

agosvac

Sab, 23/05/2020 - 14:19

Le vere riforme finanziarie si fanno a debito. Solo che sono accompagnate, se si ha a che fare con un Governo serio, con adeguate riduzioni delle spese. Se si apre o si riapre un cantiere precedentemente chiuso, è chiaro che si dà lavoro, ed il lavoro crea benessere. Chi guadagna , spende, chi spende aiuta le industrie a produrre e, se le industrie producono e vendono ciò che producono, l'economia riparte. Ma ci vuole quel qualcosa che manca al Governo Conte: coraggio.

cir

Sab, 23/05/2020 - 14:28

un conto e' avere un debito con una persona , un amico o un parente . Altro conto e' avere un debito con uno che stampa il denaro che vale nulla , ma diventa reale solo perche' lo ha accettato come credito .

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Smax

Sab, 23/05/2020 - 14:52

Ci spieghi come fa il Giappone a non fallire con un debito monstre....Il nostro problema è solo uno, non abbiamo sovranità monetaria.

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Leonida55

Sab, 23/05/2020 - 15:06

I sinistri e governi affini ce lo lasceranno sul gobbone come hann osempre fatto nei decenni precedenti. Appena andrà su un govern odi cdx, giureranno che il debito pregresso l'avranno fatto questi ultimi. Film già visto troppe volte. Bugiardi fino al midollo. Sconquassano l'economia e poi danno la colpa ad altri.

nerinaneri

Sab, 23/05/2020 - 15:34

Smax: certo, certo...anche la svizzera, così piccolina...

Happy1937

Dom, 24/05/2020 - 12:29

Io finche’ i soldi non saranno gestiti da gente col sale nella zucca di questi BTP Italia non ne sottoscrivero’ neppure un centesimo. Mettere il denaro nelle mani dei presuntuosi incompetenti che ci governano al momento e’ come buttarlo nella fornace.