Il caldo torrido e la città deserta portano allo scoperto il profondo degrado in cui stanno precipitando le periferie milanesi. Che si tratti di un parco, di una panchina all’ombra di qualche sporadico albero o di un marciapiede, la Milano d’agosto mostra il suo lato più debole: quello delle decine di clochard o persone rimaste senza casa che vivono per strada.
«I bivacchi e i giacigli di fortuna sul territorio non sono più situazioni episodiche. Li troviamo sempre più frequentemente nei parchi, nelle aree verdi e persino nelle aiuole spartitraffico.
Dal caso ormai storico del campo da bocce del Parco Formentano - denuncia Davide Rocca consigliere di Municipio 4 (FdI) – occupato abusivamente da anni e mai definitivamente risolto dal Comune, fino ai più recenti giacigli e accampamenti comparsi lungo le aiuole di viale Molise». Una denuncia che punta il dito contro l’amministrazione che sembra essere completamente indifferente al problema e al progressivo processo di gentrificazione che sta piano piano espellendo i più deboli e il ceto medio.
«Il fatto che una persona arrivi a vivere stabilmente in un parco o in un’aiuola dovrebbe interrogare per prima proprio un’amministrazione che da anni si riempie la bocca di parole come inclusione, accoglienza e attenzione alle fragilità. Dopo quasi 15 anni di governo delle sinistre - continua Rocca - Milano è diventata una città sempre più costosa e sempre più escludente. Il paradosso è evidente: proprio molte delle persone che a parole si dice di voler includere sono rimaste ai margini, mentre situazioni che dovrebbero essere affrontate finiscono per cronicizzarsi sotto gli occhi di tutti».
Secondo il consigliere di zona 4 sono due le tipologie di persone che vivono in strada: gli indigenti e i disperati, persone «con evidenti fragilità che devono essere intercettate, assistite e prese in carico» e dall’altra parte «balordi e soggetti problematici, situazioni di abusivismo e comportamenti che possono generare degrado e insicurezza. Proprio per questo servono risposte diverse e concrete, non l’indifferenza».
Ecco quindi che Fratelli d’Italia chiede a Palazzo Marino «un censimento puntuale delle presenze nei parchi e nelle aree pubbliche, più controlli e un lavoro coordinato tra servizi sociali, Polizia Locale e soggetti competenti, per conoscere le singole situazioni e intervenire di conseguenza. Non c’è nulla di inclusivo nel permettere che una condizione di marginalità diventi permanente e non è normale che giacigli e accampamenti possano rimanere per mesi o addirittura anni negli spazi pubblici».
