Non nascondono di conoscerli, non fanno neppure lo sforzo. La sinistra, ambientalista e non, marcia da sempre al fianco di Askatasuna. È successo anche lo scorso 31 gennaio, mentre qualche antagonista prendeva a martellate un poliziotto: un paio di esponenti di Avs e dei 5s erano nel corteo di «Aska». Ilaria Salis, poi, è di casa. L’europarlamentare ha preso parte a più iniziative del centro sociale, con antagonisti storici come la «portavoce» Dana Lauriola. Anche Salis, com’è noto, ha una passione per i martelli. Poi c’è il deputato Marco Grimaldi, sempre Avs, che è cresciuto nel quartiere Vanchiglia, dove «Aska» si è innestata a Torino: fa da cassa di risonanza alle battaglie degli ex occupanti. Il capoluogo piemontese, per Grimaldi, non può diventare come Minneapolis, cioè non può essere «militarizzato». Lo ha detto subito dopo aver preso parte al corteo del 31 gennaio, per cui ieri sono scattate 19 misure cautelari. Poi i territoriali. Nelle cronache di vicinanza tra «Aska» e la politica, ricorrono spesso i nomi di Alice Ravinale, consigliere regionale del partito di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e Giulia Marro, che appartiene alla stessa formazione. Completa il trio Valentina Cera, altra consigliere regionale, altra esponente di Avs. Un amore, quello tra i «cocomeri» e gli antagonisti, che va però condiviso. I Giovani democratici, schiacciati sul radicalismo della loro segretaria Virginia Libero, hanno aderito volentieri alla manifestazione di «Aska» per celebrare il 7 ottobre. Del resto, sul fondo di questa storia, dimorano i tanti richiami tra Askatasuna e Anna Rossomando, senatrice dem e vicepresidente del Senato. Nel novero dei rapporti istituzionali, ancora, come non citare il legame con Livio Pepino, ex capo di Magistratura democratica, toga No Tav, padre di Daniele, che si è addestrato in Kurdistan, nel 2012, con il Pkk. A Torino si fa prima ad elencare chi, a sinistra, non abbia mai avuto rapporti con il gruppo antagonista. L’ex sindaco Chiara Appendino, per dire, in quel ristretto insieme non c’è: ha marciato per chiedere «buon senso» contro i «cantieri fantasma» del Tav. Infine il sindaco, Stefano Lo Russo, che aveva siglato un «patto di collaborazione». È finita con una città costretta a subire perenni cortei e devastazioni. «Aska» è il partito antagonista del Campo largo.
