Ci mancava solo la richiesta di rettifica nei confronti dei telegiornali della Rai da parte di un uomo accusato di terrorismo e in carcere in regime di alta sicurezza dal 27 dicembre dello scorso anno. È il caso di Mohammad Hannoun, considerato dagli inquirenti di Genova l’uomo a capo della cupola di Hamas in Italia, avendo raccolto, secondo l’accusa, milioni di euro con la scusa della beneficenza che sarebbero però finiti nelle tasche dei terroristi. Il suo legale, Dario Rossi, ha infatti indirizzato una mail agli uffici di Viale Mazzini avente come oggetto la richiesta di rettifica di una «notizia errata trasmessa nella trasmissione Tg1 del 24.07.2026 e Tg2 dove sono stati definiti escursionisti alcuni coloni israeliani».Secondo la missiva, quindi, il giornalista Giovan Battista Brunori, da sempre in prima linea nel raccontare ciò che accade sul campo, dovrebbe prendere lezioni su come costruire un servizio per fare della corretta informazione dal giordano filo Hamas: «L’informazione data dai programmi Tg1 e Tg2 a milioni di telespettatori, è a tutti gli effetti una “falsa informazione”, che deve essere smentita in modo netto ed inequivocabile», sostengono.Ed è effettivamente surreale se consideriamo che Hannoun ha frequentato in modo assiduo il gotha del terrorismo palestinese. Due su tutti meritano una menzione, ovvero Ismail Haniyeh e Khaled Meshal. Sono rispettivamente l’ex capo politico di Hamas (morto nel 2024) e uno degli attuali leader dell’organizzazione. Ma lo è ancor di più se consideriamo le intercettazioni in cui Hannoun, al telefono con il fratello Said che si trovava in Palestina, gioiva per attentati in cui erano morti dei civili, tra cui anche bambini, ebrei. Gli elementi raccolti dai pm genovesi, dalla Digos e dalla Finanza spiegano a fondo il progetto messo in atto dalla sua associazione, l’Abspp, che poteva contare su una capillare rete di referenti su tutto il territorio nazionale. Basta pensare che uno dei suoi uomini, intercettato, aveva riferito di voler usare i soldi degli orfani per acquistare una casa da destinare all’associazione.E questo è solo uno degli innumerevoli episodi di cui, una volta concluse le indagini, dovranno rispondere i vari imputati.
