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La sinistra coccola estremisti e sfaciatutto. “Ma pagherà l’alleanza con i filo Hamas”

Noto avverte: “L’elettore del Campo largo è per le proteste se non sfociano in violenze. E il patto col Prc ora può pesare”. Un fossato ormai tra il Pd e il mondo ebraico e pro-Israele. Il monitoraggio social: 7 opinioni su dieci contrarie alla scarcerazione di Siher

Manifestazione cartello Hannoun
Corteo Pro Pal contro il sionismo e l’imperialismo partenza Piazza della Repubblica Milano - Italia - Cronaca Sabato, 10 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Pro Pal procession against zionism and imperialism departure from Piazza della Repubblica Milan - Italy - News Saturday, 10 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

«Capire» chi sfascia e difendere il diritto di inneggiare ad Hamas. A sinistra erano convinti che cavalcare il settarismo «pro Pal» convenisse, ma la domanda ora è: fino a che punto si può spingere l’estremismo senza pagare un prezzo? In base ai dati e al parere degli esperti, l’impressione è che qualcuno si sia fatto prendere la mano, seguendo le piazze ma perdendo il contatto con la realtà del Paese che poi vota. Il Pd, che pare in mano a un’occupazione studentesca, non se lo pone il problema, eppure esiste. La sinistra che sfila coi pro Pal ed esorta alla «comprensione» di chi devasta, appare sempre più estremista. Non solo, si sta alleando a Rifondazione comunista. E il Pd le ha«prestato» un senatore, proprio nei giorni in cui il segretario del Prc Maurizio Acerbo, chiedeva: «E quindi? È vietato inneggiare a Hamas?» -salvo poi precisare che «non simpatizza perHamas» e che il suo era solo «garantismo» per Youssef Siher, il 30enne fermato come amministratore del gruppo «Movimento 17 ottobre» dopo gli scontri aMilano, e poi liberato.

Il tema va oltre la vicenda giudiziaria di una figura come Siher, che pure divide, come emerge dall’analisi «Spin Factor» per Adnkronos: nel monitoraggio dei contenuti social del 26-28 ottobre, si vede come il 71% delle conversazioni esprima un orientamento negativo per la scarcerazione, e il 29% favorevole. Ma al di là dei social, è l’elettorato che potrebbe rigettare quest’oltranzismo di massa. Dopo le manifestazioni No Tav degenerate in attacchi - l’estate scorsa aTorino – anche tra gli elettori di Pd, Avs e5S era venuta fuori una posizione chiara: difendere il diritto alla protesta sì, ma tracciare un confine netto quando sfocia nella violenza. Dopo il «sacco di Milano», Antonio Noto (direttore Noto Sondaggi), a proposito di un possibile allontanamento dalla sinistra di ciò che resta di un elettorato moderato, sulla base degli ultimi dati osserva e conferma: «Anche l’elettorato del centrosinistra è contrario alla violenza avvenuta, ma al contempo è solidale con i contenuti della protesta». Al momento – aggiunge il sondaggista – si può escludere «che questo possa condizionare il voto».

Avrebbe già un impatto, invece, l’alleanza con questa Rifondazione che difende il diritto di «inneggiare ad Hamas»: la mossa del Pd potrebbe far perdere altri pezzi di elettorato, non solo filo Israele ma «moderato» e centrista in generale. Per Noto, il fattore Rifondazione esiste e può incidere, anche se «il centrodestra dovrebbe essere bravo a costruire un racconto su questo». «Tra l’altro - osserva - si formerebbe la stessa coalizione di Prodi che andava dal Prc all’Udeur, non erano d’accordo su niente ed il governo cadde dopo due anni». Ora occorrerebbe «una strategia di comunicazione efficace tanto da spostare i moderati di centrosinistra verso i partiti moderati del centrodestra».

Atal proposito, è noto ormai come tra sinistra e il mondo ebraico, per quanto composito, si sia aperta una frattura drammatica. A giorni potrebbe consumarsi l’uscita dal Pd di Lele Fiano, già presidente della Comunità ebraica di Milano. E pochi giorni fa aRoma ha lasciato il centrosinistra Fabiana Di Segni, presidente di commissione municipale che era già uscita dal Pd denunciando «una frattura morale e valoriale». Isolata e poi silurata - le hanno tolto la presidenza «per aver voluto un osservatorio sull’antisemitismo» spiega -Di Segni è passata al Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin, il deputato ex Pd poi Iv, applauditissimo il 7ottobre in sinagoga aMilano. E proprio Marattin, quotato nei mesi scorsi tra l’1,3 el’1,8, oggi dialoga con il centrodestra e potrebbe avere un ruolo nel «traghettare» su altre sponde quel che a sinistra era rimasto di liberale.

«Il buon senso a sinistra c’è ancora, ma se

ne sta nascosto per paura del senso comune» ironizza Davide Romano, ex assessore alla Cultura della Comunità di Milano.

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