C’è un Lucano, inteso come l’eurodeputato Mimmo, che pagato dagli italiani - nei giorni dell’assemblea plenaria - sfila a Strasburgo «con gli studenti francesi che manifestano pacificamente per chiedere una scuola umana». Le pacifiche devastazioni della Francia. Lucano, accompagnato da una bandiera con falce e martello fa Furore, nel senso di Mario, europarlamentare contiano che a sua volta sfila per Strasburgo insieme al collega Gaetano Pedullà, quello che si faceva i selfie con Hannoun, ritenuto l’uomo di Hamas in Italia.
Sono state le avanguardie straniere di quello che ieri è accaduto in Italia, dove i pasdaran Propal, accompagnati dal canto dei muezzin, hanno glorificato in mezza Italia la strage del 7 ottobre. I Giovani Palestinesi d’Italia (Gpi), in occasione del terzo anniversario del massacro compiuto da Hamas (oltre 1.200 israeliani trucidati), hanno rilanciato le dichiarazioni di Hezbollah. Brahim Baya, il predicatore islamico di Torino, ha esultato e ricordato l’appuntamento in piazza Castello fissato per sabato, giorno della mobilitazione nazionale. Baya ha glorificato «tre anni di genocidio, 78 di resistenza. Gaza ha cambiato noi e il mondo», ha continuato, «la Palestina è ancora qui. E noi con lei». I Gpi hanno pure condiviso un collage sui social: in alto c’è Bologna il 21 aprile 1945, in basso Gaza il 7 ottobre 2023. Anche i Carc, i comitati di appoggio alla resistenza, hanno festeggiato il pogrom: «Possono seppellirci. Ma scopriranno che siamo dei semi. Onore alla resistenza palestinese». Di nuovo a Torino in una scuola hanno rivendicato di aver bruciato un’immagine di Netanyahu, mentre la scrittrice Cecilia Parodi ha rilanciato il suo nuovo libro, la traduzione del volume «Diario di un martire dai tunnel di Gaza», pubblicato da Davide Piccardo per Editori della Luce. Si tratta del diario scritto da Muhammad Zak Hamad, comandante delle brigate Al-Qassam, durante «il genocidio nei tunnel della resistenza», quindi i tunnel di Hamas.
Modena, a maggio, è diventata la prima città italiana colpita da un attentato islamista. Qui, a 200 metri dal luogo della strage di El Koudri hanno manifestato i Propal. L’ex senatore Giovanardi ha denunciato: «Nella mia città, che un tempo aveva il 10% di popolazione ebraica tra cui il mio amico Arrigo Levi, non è arrivato alcun messaggio di solidarietà dalle istituzioni locali alla comunità ebraica». Il Giornale ha chiamato il sindaco, Massimo Mezzetti (Pd), per chiedere spiegazioni. Un paio d’ore dopo ecco che la solidarietà è arrivata. Modena è la città dove Il Giornale ha chiesto all’esperta Francesca Albanese cosa ne pensasse della vicenda El Koudri: lei ci ha risposto che non può seguire tutti i fatti di cronaca. Ieri l’Albanese non ha detto nulla sulle vittime israeliane, ma ha sponsorizzato un evento con Greta Thunberg.
C’è poi il Pd. Habiba Manaa, dirigente dem che fa parte dello staff del sindaco di Roma Gualtieri, ha pubblicato un post (poi rimosso) con scritto: «Tutto questo non è iniziato il 7 ottobre 2023», riferimento al conflitto tra i due popoli. La deputata di Fdi Augusta Montaruli ha denunciato che a Torino i giovani del Pd hanno sfilato col centro sociale Askatasuna per infangare Israele. Dalla Schlein non una parola. Stavolta la «pausa teatrale» è vergognosa.
