É arrivato a Bollate senza curarsi del cielo minaccioso e delle polemiche. Matteo Salvini torna per la terza volta in carcere da Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato a 14 anni e 9 mesi per il duplice omicidio dei due rapinatori entrati nel suo negozio. Un’ora di colloquio per ribadire una promessa: «Non lo lasceremo solo». Il leader della Lega definisce Roggero «sereno» e impegnato ogni giorno nel lavoro e nella biblioteca dell’istituto. «Esce la mattina e rientra la sera, aiuta altri detenuti. Quando lavori sei una persona diversa». Un uomo
che, a 72 anni, si prepara a trascorrere il primo Ferragosto dietro le sbarre, con il pranzo organizzato insieme ai compagni di cella.
Ma dal carcere milanese parte un messaggio politico. Salvini rilancia la battaglia sulla legittima difesa e punta il dito contro quello che considera un paradosso: «Risarcire le famiglie di chi va a rapinare un onesto lavoratore è incomprensibile. Mi auguro che il Parlamento, maggioranza e opposizione, approvi una norma di civilità». Intanto, la famiglia Roggero deve affrontare una montagna
di spese. «Sta affrontando decine di migliaia di euro di costi legali e nuove richieste di risarcimento. Sono cifre enormi, per questo cercheremo di dare una mano e chiederemo anche agli italiani di contribuire». Nessuna accelerazione sulla grazia: «Non ne abbiamo parlato. La condanna c’è e va rispettata. Chi dovrà valutare lo farà nei modi e tempi previsti». La strategia della Lega resta quella delle modifiche legislative. FrN
