Ha solo 16 anni il ragazzo italiano di origini straniere arrestato ieri dalla Polizia di Milano mentre si trovava in vacanza a Grosseto con la famiglia. L’accusa è di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale. Dalle sue tracce online sono emersi sia contenuti di matrice neonazista, sia «l’adesione alla narrativa jihadista» e «sostegno nei confronti dello Stato Islamico», come ha dichiarato la gip dei minori di Milano, Laura Margherita Pietrasanta.
La notizia ha smosso l’opinione pubblica e politica, a partire proprio dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Sui social, il responsabile del dicastero e il sottosegretario, Nicola Molteni, hanno elogiato l’operato delle forze dell’ordine. Piantedosi ha poi sottolineato l’impegno «costante nel prevenire e contrastare ogni forma di radicalizzazione ed estremismo, con particolare attenzione ai giovani». Un lavoro meticoloso che grazie al tempismo e alla prevenzione evita che questi «percorsi di odio e violenza» possano poi trasformarsi in azioni concrete.
A sottolineare quanto sia preoccupante assistere spesso a episodi di questo genere è stato Matteo Salvini. Il vicepremier è intervenuto su X riportando la notizia e commentando: «Un altro ragazzo italiano di origine straniera ben educato e perfettamente integrato. Pronto a costruire bombe nel nome del terrorismo islamico». Un post che con buona probabilità fa riferimento agli arresti analoghi dei mesi scorsi nei confronti di minorenni a Pavia e Bologna. Non si discosta molto la posizione sostenuta anche da altri esponenti della Lega, come Fabrizio Cecchetti, che ha ribadito l’importanza di una lotta al terrorismo «quotidiana e senza sosta», anche in considerazione di quanto «la minaccia sia concreta e non possa essere sottovalutata».
È ai giovanissimi e ai pericoli in cui possono imbattersi su internet che va il pensiero della componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, Cristina Almici. Per la deputata di Fratelli d’Italia questa vicenda deve ricordare a tutti che «la radicalizzazione jihadista continua a rappresentare una minaccia concreta», che trova nella rete una forma di cassa di risonanza soprattutto «verso i più giovani». Ecco perché le attività di monitoraggio e prevenzione sono fondamentali, così come una «posizione politica chiara», perché quando si parla di terrorismo non devono esistere «giustificazioni, né ambiguità».
Duro, invece, l’attacco all’opposizione del collega di partito Riccardo De Corato. Dopo aver ringraziato le forze dell’ordine, il deputato di Fdi ha colto l’occasione per «invitare di nuovo una certa sinistra a rendersi conto del pericolo rappresentato dall’avanzata dell’islam nel nostro Paese», accusando poi la controparte politica di «strizzare l’occhiolino ad ambienti amici di Hamas».
Le preoccupazioni per la crescente estremizzazione tra i più giovani non riguardano solo i partiti della maggioranza. Dello stesso avviso anche la senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita, per cui a incidere sul diffondersi di questi fenomeni sarebbe un delicato intreccio tra l’uso distorto dei social, la mancata integrazione e la propaganda terroristica.
