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Sputi e insulti dagli antagonisti ai gazebo della Lega per le primarie di Milano: “Vogliono togliere la parola”

I soliti noti hanno preso di mira i gazebo della Lega: alta tensione a Milano

Sputi e insulti dagli antagonisti ai gazebo della Lega per le primarie di Milano: “Vogliono togliere la parola”
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Quest’oggi la Lega ha portato 40 gazebo in città: nonostante la calura estiva, decine di militanti hanno presidiato i punti per le primarie della Lega per la scelta del candidato sindaco di Milano “e ascoltare le loro esigenze”, ha spiegato Silvia Sardone, europarlamentare e consigliere cittadino. Un’attività legittima e autorizzata da parte del partito, che però è stato, ancora una volta, violentemente attaccato.

“I soliti intolleranti non hanno saputo resistere: l’onorevole Zoffili e i nostri militanti sono stati bersaglio di sputi e insulti nelle postazioni di Piazza Oberdan e via Venini da parte di chi evidentemente non riesce ad accettare che esistano idee diverse dalle proprie. Questi episodi sono vergognosi e inaccettabili. Ovviamente la Lega non si lascia intimidire da nessuno: eravamo in strada oggi, ci saremo anche domani con la nuova tornata di gazebo per le primarie a Milano. Avanti, a testa alta, con l’orgoglio delle nostre idee e delle nostre proposte”, ha spiegato l’onorevole.

Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega, ha espresso “ferma e totale condanna per gli intollerabili atti di violenza, sia fisica che verbale, perpetrati nella giornata di oggi ai danni dei volontari impegnati nei gazebo”, perché “arrivare a usare insulti, sputi e aggressioni fisiche contro persone che stanno semplicemente permettendo ai milanesi di esprimersi è un atto vile e intollerabile”. I soliti violenti, ha aggiunto, “le solite zecche rosse, stanno provando in tutti i modi a togliere la parola ai cittadini e a silenziare chi non la pensa come loro, ma non ci riusciranno. La democrazia si nutre di confronto e di rispetto, non di intimidazioni squadriste”.

La tensione attorno ai gazebo della Lega a Milano non è purtroppo una novità, ma la gravità degli ultimi episodi segna un ulteriore superamento del limite del confronto democratico.

La mobilitazione del fine settimana si è trasformata in un bersaglio per la fazione più intollerante della sinistra cittadina. Chi predica la tolleranza a parole, nei fatti si dimostra incapace di accettare la presenza fisica e politica di chi propone una visione alternativa per il futuro di Milano.

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