La furia del nuovo Sessantotto: così annienta la nostra civiltà

Il mondo sta cambiando rapidamente e si impone sempre più l'agenda liberal. Una vera "rivoluzione culturale" che va a minare i simboli e le basi dell'Occidente

La velocità con cui cambiano scenari, situazioni, contesti generali, non si limita al consenso elettorale e alla facilità con cui milioni di elettori passano a votare da uno schieramento politico all'altro, ma riguarda più in generale la nostra epoca. Non comprendere l'accelerazione degli eventi storici che caratterizza l’epoca contemporanea, significa rischiare di essere tagliati fuori dal dibattito generale e, per chi fa politica, non avere una capacità di visione, può portare a un crollo di consenso in breve termine. Ripercorrendo gli ultimi quattro anni, rimaniamo colpiti dalla densità di eventi più o meno epocali (senza dubbio inaspettati) che si sono susseguiti: la vittoria di Trump, la Brexit, l'elezione di Bolsonaro, la formazione del governo giallo-verde in Italia, l'esplosione del sovranismo in Europa, il colpo di scena della scorsa estate con la nascita del nuovo esecutivo Pd-M5S e lo sconvolgimento portato dal coronavirus.

Sebbene il covid ci abbia dimostrato, pur nella sua drammaticità, come i valori cari ai conservatori abbiano determinato una risposta alla pandemia (il ruolo delle nazioni, il senso di comunità, il ritrovato patriottismo, la riscoperta dell'ambito spirituale nella vita, il fallimento delle entità sovranazionali) e tutti i limiti del modello globalista rappresentato dalla globalizzazione, non è avvenuto quanto sarebbe stato logico ma il suo contrario. Non c'è infatti stato un ripensamento del modello di società in vigore fino ad oggi con la messa in discussione della visione di un mondo senza confini, permeato dall'ideologia liberal, dalla volontà di cancellare le entità nazionali e l'identità che esse rappresentato, quanto un'estremizzazione delle posizioni già prevalenti nel periodo pre covid. È accaduto in Italia con la regolarizzazione degli irregolari che è solo il primo passo di una serie di misure che ci porteranno ad allinearci all'agenda liberal, dalla politica interna a quella estera, passando per i temi economici fino ad arrivare a una vera e propria rivoluzione culturale. Non a caso Daniele Scalea, giovane e brillante intellettuale sovranista e animatore del Centro Studi Machiavelli, in un articolo intitolato "Una rivoluzione culturale sta per travolgerci" mette in guardia dal "condizionamento popolare tramite l'egemonia sulla cultura, l'educazione e l'informazione" compiuto dalla sinistra a livello globale e nazionale. Si tratta a tutti gli effetti di un nuovo Sessantotto che si concretizza sotto molteplici forme di cui la deriva iconoclasta è la più visibile ma non la più penetrante. La rivoluzione culturale tocca infatti ogni ambito della società con l'obiettivo di cancellare gli ultimi valori tradizionali che resistono nell'Occidente e in Europa.

Non è casuale la furia con cui si è scagliati contro le statue che, oltre a rappresentare un patrimonio artistico, sono un simbolo. I simboli, come ci insegnano pensatori del calibro di Mircea Eliade o René Guénon, hanno una valenza particolare e sono alla base non solo di ogni civiltà tradizionale ma anche della religione cristiana. L'iconografia costituisce un fondamento, oltre che per il cattolicesimo, anche per la nazione e contribuisce sia a formare sia a conservare l'identità di un popolo e, nel momento in cui si colpiscono i simboli, si compie un attacco anche a ciò che essi rappresentano. La simbologia non si limita a oggetti materiali ma anche a usanze, tradizioni, modi di vivere, alla letteratura, all'arte, all’istruzione e alla lingua. Tutti ambiti che finiscono nel mirino della rivoluzione culturale che non ammette contradditorio o opinioni discordanti poiché assume il carattere dogmatico tipico delle rivoluzioni di matrice postilluminista.

Prima che sia troppo tardi, è tempo di formulare un organico pensiero controrivoluzionario e moderno (inteso non nell’accezione reazionaria quanto conservatrice e perciò non chiuso all’innovazione, purché non intacchi i valori permanenti) che sappia cogliere le sfide della contemporaneità con il linguaggio e le modalità di comunicazione che la nostra epoca richiedono per contrastare chi vorrebbe cancellare la nostra storia e identità.

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Commenti

marinaio

Ven, 03/07/2020 - 10:00

Ma quale '68, questi sono solo una banda di sfigati nullafacenti che per passare il tempo fra una paghetta e l'altra di papà, provano gusto a imbrattare e distruggere la prima cosa che gli capita. Una sola cosa è certa : sono tutti di sinistra.

0071

Ven, 03/07/2020 - 11:17

@marinaio appunto, sono decerebrati come i sessantottini!

Giorgio Colomba

Ven, 03/07/2020 - 11:19

Sessantotto è il numero massimo di neuroni contenuti nella teca cranica di questi rivoluzionari alla Netflix.

Calmapiatta

Ven, 03/07/2020 - 11:20

Non c'è nessuna rivoluzione culturale. Esiste solo un'approccio ipocrita alla realtà dovuto alla incapacità di comprendere il presente e le sfide del futuro. Si spaccia l'ipocrisia per sostanza, mentre la sostanza non la vuol vedere nessuno.

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Ven, 03/07/2020 - 11:29

Sono pecore. Credono di essere fieri rivoluzionari e pensatori liberi, mentre sono solo pecore, devote al pastore che le tosa.

internauta

Ven, 03/07/2020 - 11:32

Questa globalizzazione è in realtà assimetrica: tutti possono e ambiscono emigrare nell'occidente dei diritti umani, civile, aperto e ricco, ma quasi nessun occidentale ambisce emigrare nei paesi poveri, chiusi e incivili del resto del mondo. Il risultato è che queste masse che arrivano speranzose in occidente poi soffrono di un complesso d'inferiorità, che la sinistra interpreta come conseguenza del razzismo degli occidentali, giustificando comportamenti che, minando la stessa civiltà occidentale, rischiano di riportarci indietro di secoli.

tremendo2

Ven, 03/07/2020 - 11:36

proprio così. Questi sprovveduti vogliono cancellare qualsiasi identità sessuale, culturale, religiosa, nazionale. Robottini tutti intercambiabili a servizio dei furbi. Questo la chiamano libertà. Il bello è che adesso tutti questi (femministe, sardine, lgbt, gender, ecc.) si stanno facendo la guerra tra di loro, come alla torre di babele.

tremendo2

Ven, 03/07/2020 - 11:37

per marinaio. Certo di sinistra. E la chiesa ci va dietro!

umberto1964

Ven, 03/07/2020 - 11:45

Giorgio Colomba non è che esageri ? Per me 68 neuroni nella scatola cranica dei sinistri sono troppi

Ritratto di ex finiano

ex finiano

Ven, 03/07/2020 - 11:46

Questi ci porteranno all'età della pietra!

Fjr

Ven, 03/07/2020 - 11:56

Ma di quale nuovo 68 stiamo parlando!!Di quelli cresciuti a pane e happy hour col risvoltino?dai fatemi il piacere il 68 quel 68 era fatto dagli universitari e dalle tute blu che nel bene e nel male fecero una vera rivoluzione,oggi al massimo fanno una rivoluzione perché tarda ad arrivare il nuovo iphone

Ritratto di vince50_19

vince50_19

Ven, 03/07/2020 - 12:01

I talebani de noantri!

barnaby

Ven, 03/07/2020 - 12:25

internauta - 11:32. Giusto quanto scrive, però credo che non è che la sinistra interpreta il complesso di inferiorità degli immigrati come conseguenza del razzismo occidentale, la sinistra è totalmente falsa e attraverso la mistificazione vuole cercare una giustificazione alle sue politiche che prevedono la sostituzione etnica dell'attuale società con un meticciato amorfo o con etnie di culture di diversa provenienza, in conflitto perenne fra esse ed in miseria. Il tutto per poterle dominare. Ma si illudono, perché se la civiltà occidentale sparirà anche la sinistra verrà sopraffatta da coloro che per ora finge di proteggere e morirà con essa.

Ritratto di ex finiano

ex finiano

Ven, 03/07/2020 - 12:50

Internauta..... perfettamente d'accordo con lei.

investigator13

Ven, 03/07/2020 - 12:51

è un altro '68 ma in forma peggiore. Mentre il primo è stata ribellione, rifiuto di regole di una civile convivenza sociale tra i popoli che poggiava su principi etici morali, all'improvviso questi sono apparsi come costrizioni, un attacco alla liberta personale. minando le fondamenta, ovvero il ruolo della famiglia in primis. Oggi invece il nuovo '68 è frutto del pensiero anarchico ormai radicato scambiato per democrazia finendo di fatto dentro la democrazia anarchica, ovvero il ibero pensiero per soddisfare il proprio ego innanzitutto. ossia la sopraffazione degli uni su gli altri. Questa mentalità è la matrice del movimento razziale oggi, ma attenzione pilotato politicamente che se non fermato si trasformerà in vera guerra civile. Lo Stiamo vedendo in Sud Africa i neri che ammazzano i bianchi dover aver fatto razzia di ogni loro bene.

GGuerrieri

Ven, 03/07/2020 - 12:51

Io non sottovaluterei la questione. Siamo a pochi giorni dall'anniversario della rivoluzione "illuminista" francese, dove si è passati dalla roboante "dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino", dai pomposi slogan "libertè, ègalitè e fraternitè", ai giacobini, al terrore, alla legge sui sospetti, al tentativo di genocidio dei vandeani monarchici, ecc.. cioè l'obiettivo reale di tali figuri era la cancellazione di gerarchie, valori e tradizioni, in altre parole la distruzione dell'identità dei popoli. Avevano perfino stravolto il calendario... E purtroppo vedo un "fil rouge" che partendo da lì, attraverso comunardi, marxisti/bolscevichi vari, arriva a questa galassia globalista/progressista, con i novelli sanculotti ben rappresentati da BLM.

Malacappa

Ven, 03/07/2020 - 12:56

nel 68 avevo 17 anni, erano 2 anni che lavoravo sodo perche'la paghetta me la dovevo sudare, quelli che andavano a far casino erano vagabondi che si alzavano a mezzogiorno

Luigi Farinelli

Ven, 03/07/2020 - 12:57

Alla fine degli anni '90, dopo l'abbattimento del Muro di Berlino, le ideologie engeliane dell'ex URSS uscite dalla porta sono state FATTE RIENTRARE dalla finestra delle università USA ma anche europee (Germania in testa) con femminismo riprogettato a tavolino. Già nel 2000 la Svezia favoriva l'immigrazione incontrollata in chiave antiocidentale. Una studiosa scandinava con onestà intellettuale riconsceva: "La difesa delle nazioni è sempre stata competenza maschile ma oggi in Svezia il maschio è stato devirilizzato e discriminato a scuola e università (famosa la maglietta "sono maschio, quindi stupido") mentre i musulmani indossavano magliette con su scritto "30" (ossia: fra 30 anni qui comanderemo noi)). Da ciò l'immigrazione incontrollata che ha ridotto città come Malmoe difficili da controllare per la polizia, con stupri al 75% ad opera di immigrati. Le donne svedesi hanno voluto la sharia? Allora oggi portino il velo!" Concludeva la studiosa....(segue su 2)

Luigi Farinelli

Ven, 03/07/2020 - 13:17

Segue da 1: quella descritta era la Svezia d'inizio millennio: oggi la polizia ha lanciato un appello perchè è ormai impossibilitata a entrare in certi quartieri delle città svedesi (nel silenzo omertoso dei nostri gornaloni sinistri, gli stessi che tacciono su Bibbiano e Forteto). Se leggete il bel libro di Alessandra Nucci: "La donna a una dimensione: femminismo antagonista ed egemonia culturale" (2006) potete capire esattamente come le ideologie scritte nelle università USA, tipo MIT abbiano plagiato l' opinione pubblica. All'ombra dell'ONU, dell'OMS, delle Conferenze Internazionali, il cristianesimo cattolico è stato aggredito e, in USA, dileggiato truffaldinamente ridotto ai minimi termini e la sua Storia ridotta a una serie di leggende nere inventate di sana pianta, l'aborto esteso e l'Occidente considerato come una sequenza di fatti storici da riscrivere in chiave antioccidentale...(segue su 3) .

Luigi Farinelli

Ven, 03/07/2020 - 13:30

(Segue da 2). Sempre su "la donna a una dimensione" di Alessandra Nucci si rivela come l'ONU sia la cassa di risonanza del laicismo più spinto. La rivista medica Lancet ha accusato Carol Bellamy, a capo dell'UNICEF dal 1997 al 2006 di aver causato la morte di 600mila bambini l'anno: anzichè inviare medicine (di basso costo) contro disidratazione e sottonutrizione ha sperperato miliardi in preservativi, propaganda per l'aborto e attacco alla famiglia naturale. Sponsor UNICEF fu poi il neomalthusiano Peter Singer detto "il boia dei neonati": sue le perle: "meglio un cane sano che un bambino malato" e "infanticidio è una parola da rimuovere: dà remore a uccidere un bambino nel seno materno anche se malato, quindi fonte di 'fastidi' per i futuri genitori che così non potranno godersi la vita"...segue su 4.

agosvac

Ven, 03/07/2020 - 13:32

Il '68 non è mai finito, troppo facile il 6 politico per passare gli esami che equivale ad essere promossi senza studiare. Unito all'intellettualismo di sinistra che ha convinto altri ignoranti a sentirsi intellettuali solo perché di sinistra, ha portato l'Italia ad un'ignoranza senza pari. Ce ne vorrà del tempo per convincere i giovani a ricominciare a farsi una vera cultura. Oggi prevalgono le sardelle che si sentono colti perché fanno i pesciolini nelle varie piazze. Ovviamente di giovani che cercano una vera cultura ce ne sono tanti, ma, attualmente, non possono esprimersi. Ma i tempi cambiano, gli errori si vanno accumulando e sono sotto gli occhi di tutti: c'è esigenza di cambiamento.

Luigi Farinelli

Ven, 03/07/2020 - 13:43

4 segue da 3. Le ideologie laiciste hanno il compito di mangiare il cervello delle persone per trasformarle in zombie da produzione e consumo, bisognose di "protezione dall' Alto" con la scusa di doverle rieducare per riparare ai guasti dei "loro violenti genitori occidentali". Nel libro citato di Alessandra Nucci c'è scritto: "il libro traccia la genesi di questo femminismo e queste ideologie elaborate a tavolino da un'élite intellettuale e diffuso nel mondo da organizzazioni tese a promuovere una società pianificabile, fatta di una moltitudine atomizzata di persone poco interessate ad appartenersi l'un l'altro e a riprodursi..." Ed ecco il gender, la proliferazione delle ideologie di morte (aborto, eutanasia), la "lotta alle discriminazioni" e ai "cambiamenti climatici" tutto SEMPRE SENZA UN MINIMO DI PROCEDURA SCIENTIFICA, anzi attaccando chi osi contestare la dittatura del Pensiero Unico!

Luigi Farinelli

Ven, 03/07/2020 - 13:53

5 ..segue da 4: il fatto che si tratti di una cultura egemone in ambito internazionalista è la constatazione di come venga portata avanti da persone anche influenti capaci di plagiare meglio il cervello. Esempio: il Dott. Jekyll Umberto Veronesi, luminare della medicina, probabilmente meritava un Nobel. Ma Mr Hyde Umberto Veronesi è stato capace di dire queste perle in pubblico: "quella omosessuale è la migliore forma d'amore"; "Beati i figli che crescono senza padre perchè vvranno con meno traumi psicologici!"; "Il mondo sarà bisessuale"; "Beate le donne che in futuro potranno riprodursi da sole mentre l'uomo, se vorrà una vagina, dovrà comprarsela!" Il tutto fra gli applausi delle foche ammaestrate "progressiste" nei talk shows. Le stesse foche che stanno applaudendo chi imbratta le statue di Colombo o Montanelli.

Giorgio Colomba

Ven, 03/07/2020 - 14:37

Umberto1964-11,45 - Ho incluso nel conto anche quelli atrofizzati.

Luigi Farinelli

Ven, 03/07/2020 - 14:57

GGuerrieri 12:51- Sono completamente d'accordo su quanto dice.

Caiofabius

Ven, 03/07/2020 - 15:25

Finché ci saranno i grulli di mezzo la vedo dura !!!

Ritratto di Joyforall

Joyforall

Ven, 03/07/2020 - 15:29

abbiamo ceduto alla feccia. Non li si puo criticare perche sei un classista si diceva, ora ci danno del razzismo disprezzando tutto quanto c'e di bello. La politaca li sta appiggando x fare la Guerra a Trump. E noi qui in silenzio.