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"Ecco la prima 'Carmen' quella che Bizet non vide mai"

Il debutto mondiale al Festival di Valle d’Itria. Parla Fabio Luisi

"Ecco la prima 'Carmen' quella che Bizet non vide mai"
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Una Carmen sconosciuta? E cos'altro si può scoprire su un'opera che è già fra le più amate del repertorio mondiale? Ebbene: sabato 25 luglio gli spettatori del Festival della Valle d'Itria scopriranno un'«altra» Carmen. Quella che nessuno, neppure il suo autore, ha mai potuto vedere prima: la Carmen composta da Bizet nel 1874, ma mai allestita. E a dirigerne la singolare «prima mondiale» sarà il direttore musicale del festival, nonché delle orchestre sinfoniche di Dallas, della Danimarca e di Tokyo: Fabio Luisi.

Maestro Luisi cos'è questa Carmen?

«È la Carmen originale. Anteriore cioè alle pressioni con cui i cantanti, il coro e il direttore dell'Opéra Comique costrinsero Bizet a semplificare uno spartito giudicato troppo difficile. Il frutto intatto del suo genio: senza manomissioni, aggiunte o sottrazioni effettuate in seguito. All'estero è stato già eseguito in forma di concerto. Ma in forma scenica, questa del festival sarà la prima mondiale».

Quali le differenze fra questa Carmen e la successiva, quella che conoscono tutti?

«Beh: innanzitutto l'assenza della celeberrima Habanera. Com'è noto Bizet l'aggiunse solo per le esigenze dell'interprete, la Galli-Marié, traendola oltretutto dalla canzone di un altro autore. Un'assenza che spiazzerà? Il nostro è un pubblico preparato alle sorprese. Poi Bizet eliminò l'accompagnamento sotteso ai dialoghi parlati, semplificò la polifonia dei cori. Ma al di là delle differenze tecniche, questa Carmen aveva soprattutto una leggerezza, una brillantezza che le interpretazioni drammatiche hanno appesantito».

E la protagonista? Bizet l'immaginò diversa?

«La Carmen tradizionale viene letta come una donna perduta: quasi una prostituta, che ostenta sensualità. Questa, invece, ha colori più intimi: è una donna che soffre, che non sa far ordine nei propri sentimenti. Sensuale, certo; ma con non la sgualdrina sfacciata e volgare che siamo spesso abituati a vedere».

Se Bizet avesse proposto questa versione, sarebbe incappato nello stesso fiasco che toccò all'altra?

«Le ragioni di quel fiasco sono inspiegabili. Pare che molti rifiutassero l'immoralità del soggetto. Ma da questo punto di vista la Carmen originale, che è più scarna e diretta, risulterebbe addirittura più cruda».

Curiosamente lei ha sempre rifiutato di dirigere la versione più conosciuta

«Proprio perché tutti la interpretano come un'opera pre-verista.

Leonard Bernstein, che pure era un genio, fece una Carmen tanto celebre quanto, secondo me, sbagliata. Questo spartito dimostra che Bizet voleva un'opéra comique: un taglio leggero, anche di svago. Che diventa tragico solo poco per volta. Non un drammone cupo».

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