«Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto...», cantava lui. E vale anche nel finale. Nel finale dove c’erano tutti, per carità come è giusto che sia. Ma tutti tutti, a leggere i giornali. Da Pavana è passata una processione infinita. E chissà se Lui avrà pensato a quell’altro passaggio dell’Avvelenata: «nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento». Perché, sempre a leggere, gli ultimi mesi sono stati tutti un «“Speriamo di rivederci”. Cerco di fargli forza, non ci riesco, aveva ragione lui» (Andrea Scanzi su Il Fatto). Oppure: «Mi disse che era stanco di vivere ma pensava al prossimo libro» (Un Romano Prodi ossimorico sul Corriere ma anche dappertutto). E per carità i citati almeno è certo che ci siano stati davvero. Altri beh...Ma Lui alla fine in anni meno avvelenati con il Loro, e quello che il Loro ti può fare con affetto ci aveva fatto pace armata: «Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco...». Lasciava abboccare altri.
