“Nessuna coincidenza” è lo slogan con cui quest’anno, a Bologna, si ricorda l’anniversario della strage che quel maledetto 2 agosto di 46 anni fa costò la vita a 85 persone.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio scrive che “il segno profondo impresso dalla strage alla stazione ferroviaria di Bologna è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani”.
“Il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini; la commozione per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell’intera nazione si rinnovano oggi, come in ogni giorno di ricorrenza. È una consapevolezza che riguarda la nostra comunità, i giovani anzitutto. E rilancia l’impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere. Quell’impegno, quella solidarietà che Bologna e l’Italia intera - conclude il Capo dello Stato - seppero offrire per impedire che gli assassini e i loro complici riuscissero nell’intento di sovvertire i principi costituzionali, colpire la convivenza e le conquiste sociali. Il popolo italiano li ha sconfitti nella gravosa ricerca della verità”.
I familiari delle vittime: “Interi archivi sono scomparsi”
Molto è stato fatto, ma le criticità sono numerose: interi archivi sono scomparsi, come quello del Ministero dei trasporti che è stato il più coinvolto negli attentati degli anni Ottanta: treni, aerei, stazioni ferroviarie. Per questo è stata appena istituita una commissione di indagine amministrativa che dovrà fare chiarezza sul buco enorme nella documentazione dello stesso ministero proprio per gli anni coevi alle stragi". Lo ha detto il presidente dell’associazione delle vittime della strage di Bologna Paolo Lambertini, parlando del lavoro di desecretazione dei documenti. “Le carte non spariscono da sole. E noi vogliamo - ha aggiunto - che venga fatta chiarezza su questa enorme lacuna di una importante amministrazione dello Stato che ha l’obbligo di conservare al meglio i propri archivi. Da ogni presidente del Consiglio - ha aggiunto - ci aspettiamo un approccio rigoroso e onesto. Oltre a definire buia la strage del 2 Agosto, va trovato il coraggio di dire non solo che è buia, ma qualcosa di più: che è la pagina più nera del neofascismo italiano e dei pezzi dello Stato che tradirono la Repubblica. Un coraggio che deve trovare coerenza nei fatti”.
Le parole dei politici e delle istituzioni
“In occasione del 46º anniversario della strage di Bologna rinnoviamo un sentito omaggio alla memoria delle vittime e ai loro familiari - afferma su Facebook il presidente del Senato Ignazio La Russa. “È doveroso ricordare nuovamente che la verità giudiziaria ha attribuito con sentenza definitiva alla ‘matrice fascista’ la responsabilità di questa orribile strage. È altrettanto doveroso unirsi alla richiesta che viene da più parti di proseguire nella ricerca della completa verità. Lo dobbiamo all’Italia”.
“Avevo quattro anni io, uno in più di Angela Fresu (una delle vittime della strage, aveva 3 anni, ndr), afferma il sottosegretario Nicola Molteni, presente a Bologna in rappresentanza del Governo. “Permettetemi di ricordare la famiglia Mauri, della provincia di Como vicino a casa mia, Carlo Annamaria e il figlio: la loro auto si ruppe e decisero di proseguire in treno. Una coincidenza, no? Voglio condividerlo e urlare: nessuna coincidenza”.
“Dietro ogni nome una storia interrotta - prosegue Molteni - ,un vuoto che il tempo non ha potuto colmare. Il 2 agosto è il ricordo vivo di una tragedia nazionale che continua a interrogare le coscienza. Bologna è diventata simbolo di un dolore che attraversa l’Italia intera. Il popolo bolognese ha saputo reagire, rialzarsi scavando con le mani nude dando prova di solidarietà e umanità“.
“A quarantasei anni dalla strage, di matrice neofascista, alla stazione di Bologna, il pensiero va alle 85 vittime, ai feriti e ai loro familiari, segnati per sempre da quella disumana violenza. In questa giornata esprimo la mia vicinanza alla comunità bolognese e rivolgo un ricordo particolare a Davide Caprioli, giovane veronese, mio conterraneo, di vent’anni, al quale furono strappati il futuro e gli affetti″. Lo afferma il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. “Custodire la memoria - conclude - significa rinnovare, soprattutto nelle nuove generazioni, la consapevolezza dei valori democratici e l’impegno comune contro il terrorismo, l’odio e ogni forma di violenza”.
“Quella immane tragedia testimonia quanto siano preziosi i valori della libertà, della convivenza civile e della democrazia”, dichiara il ministro per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, che prosegue: “Il più grave attentato terroristico della storia della Repubblica ci mostra fino a dove possono spingersi il fanatismo, l’odio e le derive ideologiche quando prevalgono sul rispetto della democrazia e della convivenza civile. Di fronte a queste minacce non basta indignarsi. Occorre contrastarle con determinazione, difendere ogni giorno i valori della nostra Costituzione e non abbassare mai la guardia. Solo così onoriamo davvero la memoria di chi perse la vita ingiustamente”.
“Ci sono ferite che il tempo non cancella, perché appartengono alla coscienza di un’intera Nazione. La strage neofascista del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna è una di queste”, ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. Ottantacinque vite spezzate, oltre duecento persone ferite, famiglie distrutte, un Paese colpito nel suo cuore”. “Nel giorno del ricordo - ha aggiunto - rendiamo omaggio alle vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che, anche nei momenti più drammatici, seppero trasformare il dolore in un instancabile impegno per la verità e la giustizia. È anche grazie alla loro forza se quella tragedia continua a interrogare le coscienze di ciascuno di noi”.
“Andremo avanti nel chiedere verità e giustizia al fianco dei familiari delle vittime”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein. “È stata una strage di matrice neofascista, impediremo che la storia sia riscritta”.
“Il 2 agosto 1980 la stazione di Bologna diventava il teatro della peggiore strage della nostra storia repubblicana - scrive sui social il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami - 85 vite spezzate e oltre 200 feriti in un vile attentato che ha segnato per sempre la nostra Nazione. A distanza di anni, il nostro dovere resta lo stesso: non dimenticare le vittime, custodirne la memoria e continuare a sostenere ogni sforzo per l’accertamento della verità”.
“Mai dimenticare ciò che avvenne quel giorno per mano fascista. Coloro che cercano di riscrivere la storia non si facciano illusioni: non passarono nel 1980, non ci riusciranno neanche oggi”, scrive su X Nicola Fratoianni di Avs.
“Ricordiamo una delle pagine più drammatiche della storia della Repubblica. Una strage di matrice neofascista accertata da sentenze definitive, al termine di un lungo percorso giudiziario segnato da depistaggi e tentativi di occultare la verità”, dichiara il deputato di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa verde, Angelo Bonelli, che continua: “Eppure continuiamo ad assistere a un’offensiva sempre più esplicita contro quella verità giudiziaria. C’è chi definisce le sentenze un ‘teorema politico’, chi prova a mettere in discussione le conclusioni della magistratura e chi, anche dopo la condanna definitiva di Gilberto Cavallini per concorso nella strage, continua a insinuare dubbi e a tentare di assolvere uno dei responsabili accertati dalla giustizia”.
“Il 2 Agosto 1980 rappresenta una delle pagine più drammatiche della storia della nostra Repubblica”, afferma Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati. “La strage alla stazione di Bologna colpì vittime innocenti e ferì nel profondo l’intero Paese, nel tentativo di mettere in discussione la convivenza civile e la tenuta delle nostre istituzioni democratiche. A distanza di 46 anni, il ricordo delle 85 vittime e la vicinanza ai loro familiari restano un dovere morale e civile che deve unire tutti, al di là di ogni appartenenza politica. Ricordare quella tragedia non è solo un’azione di memoria, ma significa ribadire con fermezza il rifiuto di ogni forma di terrorismo, di violenza politica e di odio che pretenda di sostituirsi al confronto democratico. L’Italia ha saputo attraversare gli anni più difficili della sua storia repubblicana senza rinunciare ai principi costituzionali e alla forza delle sue istituzioni. È questo il lascito più importante che dobbiamo consegnare alle nuove generazioni: la consapevolezza che la democrazia si rafforza attraverso la partecipazione, il rispetto delle regole e il senso di responsabilità di ciascuno”.
“Per noi è la più importante giornata nella storia della nostra città”. afferma il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. “Il 2 agosto 1980 è stata una giornata di morte, ma anche l’inizio della speranza, Bologna ha raccolto le sue macerie e, da allora, la nostra storia è cambiata”. Prima dell’inizio delle celebrazioni Lepore ha incontrato i familiari delle vittime, insieme al sottosegretario al ministero dell’Interno Molteni. “A differenza delle intenzioni di chi ha organizzato l’attentato, la nostra democrazia oggi è più forte. Il nostro corteo di oggi è uno dei pilastri più importanti della nostra democrazia”, ha sottolineato Lepore, chiedendo un applauso perle forze dell’ordine “per ciò che fanno per noi ogni giorno”.
