Cinquecento metri di “boa”, un serpentone rosso pneumatico che si snoda davanti alla spiaggia e al molo del Tarajal: è questa la soluzione trovata dal socialista Pedro Sanchez per impedire l’ingresso dei migranti irregolari a Ceuta. O, meglio, per aggirare la sentenza della Corte Suprema e permettere il respingimento (non il rimpatrio) dei migranti che si avvicinano a nuoto a Ceuta. Eppure Sanchez per la sinistra italiana è l’emblema delle politiche migratorie di accoglienza, il modello che l’Italia sostengono debba seguire per essere umana e accogliente.
Se questo è ciò che la sinistra del nostro Paese vuole che sia l’Italia, allora perché non mettere una struttura simile davanti alle coste di Lampedusa? Con la stessa logica attuata dalla Spagna su Ceuta: esiste una barriera fisica tra il mare e la terra, quindi si può respingere chi cerca di entrare via mare. Una provocazione, certo, ma la Spagna ora sta agendo esattamente in questo modo. La Corte Suprema ha stabilito che non essendoci una barriera fisica in mare i migranti che tentano l’attraversamento a nuoto per raggiungere l’exclave spagnola in Marocco non possono essere respinti (come già stava facendo la Spagna) ma devono seguire tutto l’iter ordinario, che prevede il passaggio burocratico standard per i migranti irregolari, che concede loro anche la possibilità di chiedere protezione internazionale. Ora, Sanchez ha costruito la barriera, ostacolo fisso davanti alla costa che indica chiaramente ai migranti che stanno passando un confine.
L’amministrazione spagnola ha dichiarato pubblicamente che ad aver agevolato l’ingresso dei migranti a Ceuta è stata proprio un’interpretazione di quella sentenza, che sarebbe stata 7intesa come un “via libera” per l’ingresso in Spagna. Ma la domanda resta: se l’Italia di Giorgia Meloni agisse nello stesso modo della Spagna di Pedro Sanchez con Lampedusa, che è il suo avamposto più esposto, o con qualunque altro tratti di costa soggetto alla penetrazione migratoria, cosa direbbe la sinistra di Elly Schlein, Angelo Bonelli, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni? Quello dispiegato dalla Guardia Civil e dalle autorità marittime a Ceuta è un vero e proprio “muro”, anche se pneumatico, che grida ai migranti “voi qui non dovete entrate” (e non “non potete”, la distinzione è enorme). Non è alto 10 metri, non ha il filo spinato e non ci sono le guardie armate, ma il concetto è esattamente questo: una barriera tra Marocco e Spagna, un muro, un confine netto e ben delineato. Con buona pace dei “no borders” e di quelli che “tutti devono poter circolare liberamente”. Ma non a Ceuta, quindi in Spagna.
