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Ex Askatasuna costa milioni e toglie agenti alle strade. Il sindacato SIAP: “Situazione insostenibile”

2,4 milioni di spesa e 120 poliziotti al giorno impiegati nel presidio. Il sindacato attacca e invoca confisca e abbattimento

Ex Askatasuna costa milioni e toglie agenti alle strade. Il sindacato SIAP: “Situazione insostenibile”
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A quasi cento giorni dallo sgombero il caso Askatasuna continua a pesare come un macigno su sicurezza e conti pubblici. “Il presidio fisso all'ex centro sociale Askatasuna ha raggiunto livelli di insostenibilità non più tollerabili, né sotto il profilo operativo né sotto quello economico. A 97 giorni dallo sgombero, i numeri certificano un fallimento gestionale amministrativo che ricade interamente sulle spalle dei poliziotti e dei contribuenti”, la denuncia del Segretario Generale Provinciale SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) Pietro Di Lorenzo.

Dietro la retorica delle riqualificazioni e dei bandi, la realtà è ben più concreta: uomini in divisa distolti dal controllo del territorio e milioni di euro bruciati per sorvegliare un immobile vuoto. Una situazione che, giorno dopo giorno, assume i contorni di un paradosso: “I numeri dello spreco: 11.640 giornate/uomo impiegate dal 18 dicembre ad oggi, 120 agenti sottratti quotidianamente al controllo del territorio, 2.386.200 € di costo stimato per la sola presenza del personale in loco, senza considerare i costi di logistica (carburante per i mezzi, pasti, straordinari notturni o festivi, pernottamento del personale aggregato), che potrebbero far lievitare la cifra oltre i 2,8 milioni di euro”.

Le cifre lievitano ma la politica resta impantanata nei tempi lunghi della burocrazia. Il risultato? Un presidio permanente che non garantisce maggiore sicurezza, ma la sottrae altrove lasciando interi quartieri con meno uomini e meno controllo. “Non intendiamo assistere passivamente ai tempi biblici delle scadenze del bando di riqualificazione, se il Comune non è in grado di avviare i lavori celermente, chiediamo un intervento risolutivo: l'immediata confisca dell'immobile da parte del Demanio per motivi di ordine pubblico e l'abbattimento controllato della struttura”, la sottolineatura di Di Lorenzo.

La proposta è drastica, ma nasce da una constatazione altrettanto netta: mantenere in piedi una struttura inutilizzata, difesa come un fortino, non ha più alcun senso. Il segretario generale provinciale del SIAP ha rimarcato sul punto: “Se Corso Regina 47 deve restare un guscio vuoto che richiede un esercito per essere difeso allora quell’edificio va abbattuto, meglio un'area verde o uno spazio aperto che un simbolo di illegalità che continua a drenare risorse pubbliche”.

Il punto, però, è anche un altro: il ruolo delle forze dell’ordine.

“La Polizia di Stato non è un servizio di portierato per immobili contesi, la politica decida e lo faccia ora. Non possiamo più accettare in silenzio che la sicurezza della città venga sacrificata sull’altare dell’indecisione burocratica”, la conclusione di Di Lorenzo.

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