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furti in pochi secondi

Malpensa, raid da record negli ascensori: 10 borseggiatrici incastrate dopo cento colpi lampo

La banda, specializzata in borseggi, sfruttava la sosta negli ascensori per distrarre e derubare i viaggiatori in pochi secondi

borseggiatrici

Smantellata la banda dei furti lampo a Malpensa. A seguito di un’importante indagine condotta dalla procura della Repubblica di Busto Arsizio, le forze dell’ordine hanno arrestato dieci donne che sarebbero responsabili dei crimini commessi all’interno dell’aeroporto. A partecipare all’attività investigativa, anche la procura per i minorenni di Milano, dato che alcune ladre hanno un’età inferiore a 18 anni.

Borseggiatrici in azione a Malpensa: il momento del furto (Polizia)

Secondo l’accusa, tutte e dieci le donne fermate avrebbero costituito una banda che commetteva furti spostandosi da una zona all’altra dello scalo milanese. Insieme avrebbero messo a segno un centinaio di colpi ai danni dei passeggeri che transitavano nei locali dell’aerostazione. In particolare le ladre prediligevano passare all’azione all’interno degli ascensori.

Pare si tratti di ladre professioniste, che agivano seguendo un preciso modus operandi. Entravano negli ascensori quando questi erano particolarmente affollati, puntavano la vittima prescelta, la affiancavano e trovavano il modo di distrarla. Poi, nascondendosi dietro borse e giacche che celavano i loro movimenti, si appropriavano di oggetti di pregio, gioielli e denaro.

Il tutto accadeva in pochi secondi, tanto che le vittime spesso non si rendevano conto.

“La fulminea esecuzione dei furti, spesso consumati in pochi secondi senza che le vittime ne avessero immediata percezione, ha reso, infatti, particolarmente difficile collegare condotte avvenute in momenti e luoghi diversi”, hanno fatto sapere gli inquirenti, come riportato da Il Corriere.

Gli agenti della polizia di Stato, in collaborazione con la Polizia di frontiera, sono riusciti a risalire all’identità delle presunte responsabili. Gli investigatori hanno potuto avvalersi delle immagini estrapolate dalle telecamere di sorveglianza. Per la buona riuscita dell’operazione sono state necessarie anche ore di pedinamenti e appostamenti.

Le donne si spostavano spesso proprio per impedire che le forze dell’ordine arrivassero a loro, ma alla fine sono state rintracciate che sottoposte alla misura della custodia cautelare in carcere.

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