In Italia, Paese che ha sempre preso la tragedia alla leggera e la farsa con grande serietà, ogni giorno c’è qualcuno che vuole entrare in politica; e soprattutto molti che non vogliono uscirne. Ieri, mentre l’ex capo della polizia Franco Gabrielli annunciava di voler scendere in campo «per rendere più largo il centrosinistra», Antonio Razzi, ex senatore dalle mille casacche, ha fatto sapere di volersi ricandidare per tenersi stretto uno scranno nel centrodestra. Ha detto che ce la può fare. A riprova che quanto più un personaggio è sicuro di sé, tanto più diventa ridicolo.
E con chi vuole arruolarsi Antonio Razzi, uno che passò da Italia dei Valori di Antonio Di Pietro a Forza Italia di Berlusconi, da L’Unione al Popolo della Libertà? Prova a indovinare...
In un’intervista ha dichiarato che «Le vie del Signore sono infinite» (ma purtroppo la pazienza degli elettori no). E che gli piace Vannacci. Strano... «Ho cenato con lui ma non gli ho detto niente: voglio che sia lui a cercarmi. Perché? Facile: sono pulito, lavato con Perlana». Dalla sporca dozzina alla varechina.
O vaselina (ne avrà bisogno). Diventerà l’attendente di un Generale.
Siamo in una botte di ferro. Con tutti i chiodi.
Vannacci è simpatico perché fa l’antipatico. Razzi è antipatico perché fa il simpatico. Il primo passerà alla storia della politica per non aver fatto niente per passare alla storia. Il secondo non ci passerà pur avendo fatto di tutto per riuscirci. Si troveranno bene insieme.
