Nel giro di poco più di 24 ore sono stati individuati e bloccati dalla Polizia di Stato i protagonisti principali della lite a colpi di pistola che nel tardo pomeriggio di ieri ha seminato il panico nel centro storico di Napoli. S
i tratta dell'uomo che nei video sul web ha esploso due colpi di pistola in aria e di colui che poco dopo si è recato in piazza Montesanto armato di un Kalashnikov. In mattinata la Squadra Mobile ha invece arrestato un 38enne, anche lui coinvolto negli stessi fatti, trovato in possesso di una pistola calibro 9 che custodiva in casa. A questi si aggiunge infine la compagna dell'uomo con il mitra, che avrebbe nascosto una pistola. Scene in perfetto stile Gomorra che ieri hanno scatenato il terrore nella zona della Pignasecca, dove si è temuto il peggio: piazzetta Montesanto è uno dei luoghi più frequentati del centro storico della città. Lì c'è anche la stazione della ferrovia Cumana.
Entrambi gli episodi - agghiaccianti - sono diventati virali sui social. Altri video hanno invece documentato le violenze con lanci di sedie e cassonetti ribaltati, a cui hanno preso parte anche numerose donne. Una rissa, quella di fronte alla Chiesa di Santa Maria di Montesanto, addirittura più drammatica del raid con il mitra, visto che a un certo punto sono stati esplosi dei colpi in aria che hanno provocato un fuggi-fuggi generale. Le segnalazioni, plurime, sono giunte intorno alle 19,30: immediato l'intervento della Polizia ma a terra nessun bossolo.
I responsabili sono l'uomo che al culmine della rissa spara due colpi in aria con una pistola, Giuseppe Triuolo, e l'uomo vestito di nero che in altre immagini si aggira in piazzetta Montesanto nel centro di Napoli armato di Kalashnikov, Emanuele Iaccarino. La terza persona a cui è stata notificata la misura precautelare è invece una donna, la compagna di Iaccarino, Arianna Rossetti, colei che ha nascosto la pistola usata da Triuolo.
Stamattina, nel corso di una perquisizione, la Squadra Mobile ha invece arrestato un 38enne, Gianluca Calvanese, anche lui coinvolto nella vicenda, a cui la Polizia ha trovato una pistola calibro 9 nascosta nella stanza da letto. Non ancora del tutto chiariti i motivi dell'accaduto ma gli investigatori non escludono che possa essere ricondicibile a dissidi sorti nell'ambito di affari illeciti. I quattro non risultano al momento inquadrati in contesti malavitosi. Resta da capire come si siano procurati armi così letali come un Kalashnikov.
"Il fermo di tre persone, indiziate per i gravissimi fatti avvenuti a Napoli, a poche ore dall'accaduto, rappresenta il primo, importante risultato di un'indagine condotta con rapidità, professionalità e straordinaria efficacia dalla Polizia di Stato e dalla Squadra mobile di Napoli, a cui va il mio grazie e quello del governo. Ancora una volta i fatti dimostrano la differenza tra chi lavora in silenzio per assicurare i responsabili alla giustizia e chi, nelle stesse ore, ha preferito riempire televisioni e social di polemiche, sentenze e ricostruzioni improvvisate". Lo afferma il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "La sicurezza è una cosa seria: si tutela con indagini, professionalità e presenza dello Stato, non con gli sproloqui o la propaganda di chi negli anni passati ha invece fatto l'esatto contrario, derubricando la sicurezza a una mera voce di costo da tagliare", aggiunge il responsabile del Viminale. "Il Governo continuerà a sostenere con determinazione il lavoro delle forze dell'ordine, perché i cittadini - aggiunge - hanno bisogno di risposte concrete, non di chi prova a trasformare ogni episodio di cronaca in un'occasione di sterile polemica politica. Sarò presto di nuovo a Napoli per testimoniare il mio impegno e quello del Governo per la città"
Già ieri sera il prefetto di Napoli Michele di Bari ha fatto sentire la sua voce in una nota con la quale ha espresso "profonda preoccupazione" per "un atto di violenza" che ha messo "in pericolo l'incolumità dei cittadini" e turbato "la serenità della vita quotidiana". Una sortita nei confronti della quale è necessaria "una risposta ferma e immediata dello Stato", ha assicurato. Quella zona di recente è stata teatro di diverse "stese" che non si esclude possano essere riconducibili a uno scontro tra gruppi malavitosi rivali di Montesanto e del Pallonetto di Santa Lucia. Di diversa natura sarebbe invece quello ciò è accaduto ieri, forse frutto di dissidi personali o di questioni relative alla spartizione dei proventi di attività illecite, come le truffe. "Credo - ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi - che ci voglia un intervento immediato da parte delle forze dell'ordine che so che stanno identificando i responsabili.
Il sistema di videosorveglianza ha ripreso tutto quello che è successo. Mi auguro che ci sia rapidamente un intervento e queste persone vengano assicurate alla giustizia perché non è accettabile che questo possa avvenire".