La rivoluzione digitale non manda in pensione banconote e monete. Il contante resta il metodo di pagamento più diffuso nell’area euro e l’Italia è in testa anche per l’accettazione da parte delle imprese: il 99% degli esercizi lo accetta, al pari della Grecia. È quanto emerge dall’ultima indagine della Bce, condotta su oltre 8mila aziende in 21 Paesi. Nel complesso, il 92% delle imprese che vendono beni e servizi nei punti fisici dichiara di accettare contanti, contro il 90% del 2024. Un dato che interrompe il calo registrato durante la pandemia e che conferma come banconote e monete siano tutt’altro che un retaggio del passato. Anzi, le aziende sembrano intenzionate ad accettarle anche nei prossimi cinque anni.
La spinta verso il digitale, però, procede. Tra il 2024 e il 2026 la quota di imprese che accettano pagamenti digitali è passata dal 36% al 68%, mentre quella delle aziende che accettano carte è rimasta stabile all’88%. Ma la Bce non ha individuato una categoria nella quale i pagamenti digitali siano considerati superiori al contante. A guidare la scelta del metodo di pagamento sono soprattutto le preferenze dei consumatori, seguite dalla sicurezza e dalla velocità delle transazioni. Il rischio, semmai, è che sia l’offerta a orientare la domanda. La Bce avverte infatti che «tra i consumatori la percezione dell’accettazione di banconote potrebbe diminuire poiché le aziende hanno ridotto la facilità di pagamento in contanti». E il 25% delle imprese dell’area euro ha già promosso iniziative per favorire i pagamenti digitali.
