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Politica economica

La Puglia frena gli investimenti esteri. Ricorso contro il resort di Bill Gates

Decaro cerca lo stop al Four Seasons da 100 milioni a Ostuni. Dopo l’ex Ilva un altro colpo allo sviluppo

C'era una volta l'Europa regina dei cellulari

Il resort di Bill Gates? Per la Regione Puglia può aspettare. Il 7 agosto l’istituzione guidata dal governatore piddino Antonio Decaro ha depositato al Tar di Lecce il ricorso contro l’autorizzazione unica Zes per il Four Seasons di Ostuni, insieme a Legambiente, Italia Nostra e comitati locali. Mentre la Puglia dovrebbe attrarre capitali e occupazione, il centrosinistra regionale sembra sempre più impegnato a mettere paletti allo sviluppo.

Il progetto della Merletto srl, realizzato con Four Seasons (catena dell’ospitalità di lusso che fa capo al patron di Microsoft Bill Gates) e Omnam Investment Group, vale 100 milioni di euro e prevede circa 150 camere, oltre a ristorazione e spa. Un investimento privato rilevante. Il ricorso contesta l’impianto autorizzativo. «Il procedimento per l’autorizzazione Zes non è stato un progetto complesso e organico di investimento produttivo», ma «una proposta di variante urbanistica tout court, che al più potrebbe dare luogo a un non meglio specificato ritorno economico», si legge nel ricorso. La Regione sostiene inoltre che le valutazioni paesaggistiche e ambientali non siano state «effettuate in modo completo ed esaustivo». La Soprintendenza ha espresso contrarietà, richiamando la vulnerabilità della costa.

Il caso Ostuni non arriva nel vuoto. È lo stesso centrosinistra pugliese che sul dossier dell’ex Ilva di Taranto continua a muoversi con estrema prudenza industriale, fino alla costituzione della Regione a sostegno dei ricorsi favorevoli alla chiusura dell’area a caldo. Una strategia perseguita solleticando le paure e l’ignoranza in materia dell’opinione pubblica anziché le esigenze di sviluppo di un territorio che sta perdendo il complesso siderurgico più grande d’Europa. Il filo rosso è evidente: sviluppo sì, ma solo quando non comporta consumo di suolo, impatto ambientale, emissioni o trasformazioni dell’ecosfera.

Il problema che Decaro pare ignorare è che un’economia reale senza investimenti non cresce. E se ogni grande progetto diventa un bersaglio, la transizione ecologica rischia di trasformarsi in una politica di decrescita.

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