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Politica economica

Navi da guerra, si stringe l’asse Leonardo-Fincantieri

Tra gli obiettivi ridurre i tempi per realizzare le fregate Fremm

L�Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo Lorenzo Mariani con l'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri Pierroberto Folgiero al salone Euronaval, Parigi, 3 novembre 2026. ANSA / VERONICA GENNARI (npk).

Patto sulle navi militari tra Fincantieri e Leonardo con l’obiettivo di rafforzare l’offerta italiana nella difesa via mare: ridurre da 54 a 36 mesi i tempi di costruzione delle fregate Fremm e arrivare a un ritmo produttivo di due fregate all’anno. È questo, in sintesi, l’obiettivo della lettera di intenti firmata da Fincantieri e Leonardo a Euronaval, a Parigi, per consolidare la collaborazione tra i due gruppi e il ruolo di Orizzonte Sistemi Navali (Osn): joint venture partecipata da Fincantieri al 51% e da Leonardo al 49 percento.

Tra i principali programmi su cui è attiva Osn figurano i Ddx, i cacciatorpedinieri di nuova generazione per la Marina militare, le nuove fregate Fremm Evo, attualmente in costruzione, le Fremm Legacy nazionali ed estere, programmi di supporto logistico per le Fremm, per le altre unità della Marina Militare e quattro Pattugliatori Offshore.

Per l’ad di Leonardo, Lorenzo Mariani, le tecnologie «stanno ridefinendo requisiti, tempi e modalità operative». La risposta industriale passa quindi dalla capacità di mettere a sistema le competenze. Il rapporto tra prestazioni e costi è uno degli elementi economici centrali dell’accordo. Per l’ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, la cooperazione tra i due gruppi può esprimere «un potenziale significativo tanto sul mercato nazionale quanto su quelli internazionali». Rafforzare Orizzonte significa dunque sostenere il posizionamento dell’industria italiana.

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