Le autostrade per salvare l'ape irlandese

Percorsi d'erba tra i tetti e i giardini per proteggere l'insetto impollinatore

Le autostrade per salvare l'ape irlandese

Anna Muzio

Che aspetto ha un'autostrada per le api? È larga tre chilometri e, al posto dell'asfalto, ha un tappeto di erba e fiori selvatici. Ogni tanto c'è un albergo per api, aree di servizio dove rifocillarsi con polline e nettare e tetti attrezzati ricoperti di verde per riposarsi quando si sorvola una città altrimenti invasa dal cemento. Come ogni rete stradale che si rispetti, copre come una ragnatela tutto il Paese. No, non stiamo parlando di un cartone animato della Disney, ma di un progetto dal nome che gli somiglia, B-Lines, che è ora partito in Irlanda del Nord. Obiettivo: salvare le api. Anzi, un tipo particolare di ape, la Colletes floralis, che vive in un habitat tutto particolare: le dune battute dai venti gelidi lungo la costa del mare d'Irlanda. Pare che la metà della popolazione mondiale viva proprio qui. E non se la sta passando bene.

Il progetto in realtà è attivo in tutta la Gran Bretagna, con un piano decennale ideato nel 2014 per aiutare gli insetti impollinatori a sopravvivere, e magari anche a prosperare. Anche i cittadini possono contribuire attrezzando il proprio giardino, e c'è una strada che attraversa Londra da nord a sud.

Il motivo di tanto daffare lo si può leggere nel sito di Buglife, no-profit promotrice dell'iniziativa: «immaginate di mettervi in viaggio senza una rete stradale o ferroviaria. O che ogni 10 chilometri di strade, nove non esistano. Questa è la realtà per gli animali selvatici: rinchiusi in piccoli frammenti di habitat, sono impossibilitati a muoversi nelle campagne proprio mentre il clima e il paesaggio cambiano rapidamente». Il 97 per cento di pascoli e praterie in Gran Bretagna è stato cancellato negli ultimi 80 anni per fare spazio a centri urbani e campi coltivati, off limits per i fiori e le erbe che crescono spontaneamente. Le quali, in otto casi su 10, dipendono dagli insetti per riprodursi. Ma intanto, in mancanza di nutrimento polline e nettare la popolazione di insetti crolla. Decimata anche dall'uso di alcuni pesticidi.

L'immagine ricorda un film di fantascienza del genere apocalittico, con un Pianeta devastato dopo un attacco nucleare o una catastrofe cosmica. Ma è probabilmente così che si devono sentire le piccole, e utilissime api. E con loro le farfalle e tutti gli insetti impollinatori.

Per ora il network nordirlandese prevede 15 B-Lines, percorsi per insetti che attraversano le campagne e le città lungo le quali si stanno ripristinando aree ricchi di fiori selvatici e habitat adatti alla vita non solo degli insetti, ma anche di tanti piccoli animali. Collegano aree naturali esistenti creando una rete, come una ferrovia, attraverso il paesaggio britannico. Sono state create anche attività per le scuole a scopo educativo. Perché pare che la terra possa fare benissimo a meno di una qualunque, o anche tutte le specie di vertebrati, uomo compreso. Ma senza gli insetti la vita non sopravviverebbe.

È vero, molte università l'ultimo annuncio arriva dal Politecnico di Delft - stanno già lavorando ad api robot, piccoli droni che rimpiazzerebbero le operose lavoratrici a strisce gialle e nere facendo al posto loro il duro ma necessario, anzi vitale lavoro di impollinazione. Ma sembra certo più poetica e forse anche pratica l'idea di una bella autostrada fiorita per salvare le impollinatrici «in ali ed esoscheletro» (perché in carne e ossa non si può dire) dall'estinzione.

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