Disgelo Stati Uniti-Iran, La retromarcia di Biden. "Revoca delle sanzioni"

La condizione Usa per salvare l'accordo sul nucleare: Teheran rispetti i suoi obblighi

Svolta nei tentativi di disgelo tra Stati Uniti e Iran. Dopo mesi di stallo sugli sforzi di rilanciare l'accordo sul nucleare, durante la prima tornata di colloqui a Vienna gli Stati Uniti hanno aperto a un alleggerimento delle sanzioni chiave contro Teheran, se la Repubblica Islamica tornerà al pieno rispetto dei termini dell'intesa siglata nel 2015, da cui Washington si è unilateralmente ritirata nel 2018 durante l'amministrazione di Donald Trump. L'inviato speciale di Joe Biden per l'Iran, Robert Malley, ha parlato di «un primo passo», prevedendo comunque «discussioni difficili». Per Teheran i colloqui sono stati costruttivi: «Potrebbe essere il punto di partenza per la correzione del processo sbagliato che aveva messo la diplomazia in stallo», ha commentato il portavoce del governo iraniano, Ali Rabiei.

Per Rabiei gli incontri a Vienna sono «un'opportunità per tutte le parti di scambiare idee su come e quando ritornare agli impegni» dell'intesa nucleare. «Siamo fiduciosi che nel prossimo futuro il governo degli Stati Uniti non avrà altra scelta se non quella di porre fine alla sua condotta illegale, e le sanzioni che violano gli accordi e i regolamenti internazionali finiranno». «Se verrà provata la volontà, la serietà e la sincerità degli Usa», un accordo «definitivo potrebbe essere raggiunto nelle prossime settimane», ha precisato, ribadendo comunque che non ci sarà in questa tornata un dialogo diretto tra Iran e Stati Uniti.

Per gli inviati americani sono previsti incontri paralleli in cerca di una mediazione con gli altri firmatari dell'intesa: Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, Germania e Unione Europea. Il secondo round si terrà venerdì. Il presidente Biden vuole rientrare nel Jcpoa e il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price ha ribadito che gli Stati Uniti sono pronti a considerare la revoca delle sanzioni, ma solo quelle relative alla questione nucleare: «Non c'è possibilità che l'Iran entri a far parte di colloqui su argomenti diversi dall'accordo sul nucleare, in nessuna circostanza», ha commentato da parte sua il capo del Consiglio supremo iraniano per la Sicurezza, Ali Shamkhani, rispondendo alle dichiarazioni di Malley secondo cui dopo il rientro nell'intesa gli Usa avrebbero cercato di raggiungere un accordo più ampio di lungo termine con la repubblica Islamica. Obiettivo dell'incontro nella capitale austriaca è redigere due intese separate, una con Washington e una con Teheran, sui passi che intraprenderanno per tornare al Jcpoa e sulla tempistica. Secondo quanto dichiarato ai media da un diplomatico russo, il round iniziale di colloqui è stato un «successo». Un primo passo era atteso prima delle elezioni iraniane in vista delle quali i moderati - il presidente Hassan Rohani e il ministro degli Esteri Javad Zarif - vogliono portare un risultato. Dovranno però dimostrare a Washington la loro buona volontà con il ripristino del sistema di restrizioni al programma atomico.

Intanto, secondo fonti non confermate citate dal sito Times of Israel, una presunta nave-spia iraniana sarebbe stata colpita in un attacco missilistico nel Mar Rosso. Secondo Haaretz si tratterebbe della Saviz, imbarcazione da ricognizione dell'intelligence legata ai Pasdaran, e l'emittente saudita Al-Hadath fa sapere che l'attacco probabilmente è frutto di un'operazione israeliana.

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Commenti

alox

Mer, 07/04/2021 - 11:03

Retromarcia? Mah