Ecco l'esercito nelle zone rosse Ma 23 militari già in isolamento

Sono 500 i soldati a presidio dei centri-focolaio del Lodigiano e di Vo' Euganeo. Verifiche per un possibile contagio

Ecco l'esercito nelle zone rosse Ma 23 militari già in isolamento

Le Forze armate sono in prima linea per contrastare l'emergenza Coronavirus.Tanto che il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, sta seguendo costantemente l'evoluzione della questione. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, ha identificato il Comando di Vertice Interforze di Centocelle quale referente unico per la gestione dell'emergenza sanitaria in sinergia con tutte le Forze Armate e in coordinamento con il Dipartimento della Protezione civile, Ministero Affari Esteri e della Salute. Ma la macchina organizzativa prevede molto di più. Da una parte una componente dedicata al rientro in Patria di eventuali cittadini italiani interessati dall'emergenza, anche in biocontenimento. Dall'altra tutte le attività che in questo momento sono in atto sia nelle regioni interessate dal problema, sia in quelle non interessate con personale e dispositivi pronti all'impiego.

Nella zona rossa dell'interland di Lodi e nei pressi del focolaio veneto di Vo' Euganeo, c'è una componente a supporto delle forze dell'ordine con 500 militari impiegati tra personale sul territorio e personale con attività di staff e collegamento.

Ma esiste anche tutta l'attività che riguarda la predisposizione e il pre allarme di personale sanitario, ad esempio sul centro ospedaliero di Milano, sul poliambulatorio dell'Esercito di Torino e sul dipartimento di medicina legale di Padova. Oltre alle componenti strategiche in atto sul Policlinico militare di Roma.

Inoltre, per una eventuale sorveglianza sanitaria, sono state messe a disposizione infrastrutture militari distribuite lungo tutta la penisola con più di 5mila posti letto.

Le dotazioni a disposizione sono quelle previste per questo tipo di emergenza, quindi mascherine, guanti, disinfettante per le mani. Il personale è a supporto delle forze di polizia, quindi, in questo momento contribuisce a mettere in sicurezza quell'area e a rafforzare il dispositivo. Prima dell'inizio delle attività i militari sono stati preparati con briefing specifici. Ma anche gli operatori di Strade sicure in tutta Italia sono già dotati di mascherine e altri materiali che possono utilizzare in caso di necessità.

Al momento saranno limitati al minimo indispensabile i movimenti in ambito nazionale e da e per i teatri operativi: l'eventuale personale che dovrà essere impiegato in missione, sarà sottoposto a controllo sanitario.

Per quanto riguarda il militare del Secondo reggimento Genio pontieri di Piacenza, operatore della sala operativa di Strade sicure al raggruppamento Lombardia di Milano, risultato infetto, è a oggi ricoverato all'ospedale di Cremona. Le sue condizioni sono buone, ma a seguito del contagio è scattata sui commilitoni un'indagine epidemiologica. Sono state individuate una cinquantina di persone che erano venute a contatto con lui. Di queste 23 sono contatti di prossimità ovvero coloro che sono stati più vicini al malato. Quattro sono in isolamento preventivo a casa loro perché erano già in licenza. Altri 19 sono sotto vigilanza sanitaria in caserma o ai loro indirizzi di residenza.

I tamponi effettuati ieri hanno dato per loro risultati negativi. Altri 27, ovvero i contatti occasionali, sono stati sottoposti a misurazione con il termoscanner.