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La grande sfida del "Made in Italy": prendersi il mondo

Strategie e acquisizioni globali raccontate da Giuliani, Rodriguez (Enel) e Quarato

La grande sfida del "Made in Italy": prendersi il mondo
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L'eccellenza dell'imprenditoria familiare italiana e la grande industria. La continuità del saper fare e la visione strategica che dà energia al futuro. Le due anime del sistema produttivo nazionale si sono incontrate ieri a Milano, al Palazzo dei Giureconsulti, in occasione dell'evento Made in Italy oltre la tradizione, organizzato da Il Giornale in collaborazione con il settimanale economico Moneta. A dar voce ai due pilastri dell'ossatura economica tricolore sono stati Giammaria Giuliani, azionista e membro del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Giuliani, e Filippo Rodriguez, Head of Institutional Affairs Macro Area Nord Italy di Enel, affiancati dalle analisi del professor Fabio Quarato, Managing Director della cattedra AIDAF-EY di Strategia delle Aziende Familiari in memoria di Alberto Falck presso l'Università Bocconi.

Un parterre d'eccezione per approfondire le modalità con cui il Made in Italy ha saputo rinnovarsi, attestandosi come quarto Paese al mondo per export. Nella tavola rotonda condotta da Hoara Borselli, Giuliani ha raccontato l'evoluzione che ha portato l'azienda di famiglia, oggi alla quarta generazione, a diventare un colosso internazionale tra i maggiori gruppi farmaceutici e finanziari. "In oltre 130 anni, l'innovazione e la capacità di adattarci alle sfide ci hanno sempre guidati. Puntiamo su ricerca e sviluppo, proteggendo la proprietà intellettuale. A ciò si aggiungono la responsabilità e l'orgoglio di aver sempre mantenuto il gruppo in mani italiane, nonostante le continue lusinghe di diversi operatori internazionali", ha affermato il top manager.

L'italianità di Giuliani si conferma un valore aggiunto: "Abbiamo recentemente acquisito un gruppo francese da 70 milioni di fatturato, ricevendo un'accoglienza incredibile. Su richiesta dei partner d'oltralpe, introdurremo ora il doppio marchio: un segnale della forza percepita del Made in Italy".

Poi il focus sulle strategie d'impresa. "Diversificare è importante per preservare il patrimonio; oltre all'azienda di famiglia, siamo impegnati nell'healthcare integrato, con una presenza sempre più solida in aree terapeutiche specialistiche. Ci affacciamo anche sul settore immobiliare", ha raccontato Giuliani. Che l'imprenditoria italiana sia sospinta da un buon vento lo ha confermato anche il professor Quarato: "L'orizzonte è cambiato rispetto a dieci anni fa. La situazione patrimoniale è decisamente migliorata: un tempo alcune aziende rischiavano di essere prede facili, oggi vanno all'estero a fare shopping. Non essere legati a un solo settore le rende più solide e competitive".

All'evento organizzato da Il Giornale e Moneta, innovazione e sviluppo sono emersi con chiarezza come leve strategiche condivise anche dalla grande industria. Rodriguez ha sottolineato come Enel sia oggi la principale eccellenza italiana nel panorama energetico globale e il principale player mondiale nella generazione da fonti rinnovabili e nelle reti di distribuzione elettrica. Questo posizionamento consente al gruppo guidato dal ceo Flavio Cattaneo di competere su scala internazionale, esportando tecnologie e modelli di business.

Centrali i temi della transizione energetica, della decarbonizzazione e dell'indipendenza del sistema Paese, con l'indicazione della necessità di accelerare lo sblocco delle autorizzazioni per circa 150 GW di nuovi impianti rinnovabili già pronti. Dimensione globale e cuore italiano: un doppio binario che dà al Made in Italy consistenza e credibilità.

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