Li potremmo paragonare a Marco Polo, il veneziano che raggiunse e descrisse la Cina e l’Asia centrale percorrendo la celebre Via della Seta. E in effetti quella di Alessandro Lattisi e Mirko Trevisanato, 21 e 19 anni, la si potrebbe definire un’avventura simile: percorrere 20mila chilometri tra Europa e Asia nel corso del Mongol Rally, uno dei raid automobilistici più impegnativi che esistano. Tutto a bordo di una Fiat Panda del 1999 pagato soli 150 euro. Un viaggio che mette a dura prova anche i piloti più esperti: basti solo pensare a tutte le formalità burocratiche ai valichi di frontiera, specie una volta abbandonata l’Europa. Lasciata Bolzano a luglio, il loro viaggio li ha portati verso nord attraverso Austria, Germania e Repubblica Ceca. Da Praga, direzione sud attraversando tutti i Balcani fino alla frontiera tra Bulgaria e Turchia. Da lì hanno percorso la penisola anatolica fino al Caucaso, passando per la Georgia ed entrando in Russia. La tappa successiva è stata la vastità dell’Asia Centrale: le steppe del Kazakistan a 49 gradi e senza aria condizionata, l’Uzbekistan e le vette del Tagikistan lungo la celebre Pamir Highway a 4.600 metri d’altitudine. Per completare mancano «solo» il Kirghizistan e finalmente il confine con la Mongolia. Un’avventura a cui aggiungere altri 10mila chilometri attraverso la Russia per tornare in Europa. Per i due giovani di Bolzano non sono mancate le difficoltà, sopratutto meccaniche per danni alla loro auto. Sulla loro pagina Instagram raccontano però di aver sempre trovato persone molto disponibili, tra cui la polizia kazaka che li ha aiutati con una foratura.

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