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Viaggi in e dalla Spagna: ecco cosa cambia dopo la crisi di Ceuta

Con la sospensione dell’accordo di Schengen, la Spagna reintroduce i controlli per i cittadini italiani. Tutto quello che c’è da sapere

Viaggi

Proprio nel mese più caldo per le ferie degli Italiani, le vacanze rischiano di riempirsi di ritardi e fastidi. Dopo quanto è accaduto a Ceuta, infatti, l’Italia ha bloccato l’accordo di Schengen con la Spagna, da sempre una delle mete preferite dagli italiani, sia per il mare sia per la cultura spagnola molto simile alla nostra. La decisione italiana, però, non è andata giù alla politica spagnola che, di conseguenza, ha reintrodotto i controlli alla frontiera per i cittadini italiani e di paesi terzi. Com’è noto, l’accordo di Schengen prevede che i cittadini dei paesi dell’Unione Europea (tranne Cipro e l’Irlanda) possano circolare liberamente. Con la sospensione di tale accordo, Italia e Spagna seguiranno i protocolli per coloro che non fanno parte della cosiddetta Zona Schengen. Ma cosa significa questo nello specifico?

Cosa aspettarsi se si viaggia in Spagna

Dall’8 agosto fino al 7 settembre, infatti, in Spagna vengono fatti controlli su identità e nazionalità dei passeggeri che entrano in territorio spagnolo per via aerea o per via mare. In caso di cittadini di paesi che non fanno parte dell’Unione Europea, i controlli riguarderanno anche eventuali visti o permessi di soggiorno, che devono essere validi e aggiornati come sempre. Secondo le prime testimonianze, gli aeroporti più interessati da queste nuove misure sono quelli che prevedono un flusso maggiore di turisti, quindi si parla soprattutto degli aeroporti di Madrid, Barcellona, Malaga, Valencia, Palma, Alicante e, naturalmente, Ibiza che, in estate, diventa meta di moltissimi giovani italiani.

Il cambiamento principale dell’introduzione di queste nuove misure è che, se prima bastava mostrare la carta d’identità al gate al momento di partenza, ora, scesi dall’aereo, ci si dovrà sottoporre a dei controlli più accurati. Quello che gli italiani in viaggio dovranno fare, dunque, è tenere a portata di mano tutti i propri documenti per rispondere tempestivamente alle richieste di controlli. Tuttavia, e questo non è un dettaglio da ignorare, i controlli non riguardano tutti i viaggiatori. Secondo le fonti del governo riportate da El Paìs, i controlli sono a campione su una percentuale che oscilla tra il 5 e il 10% dei viaggiatori italiani. I controlli, inoltre, verrebbero effettuati anche sulla base delle liste passeggeri che le compagnie aeree sono da sempre obbligate a mandare al governo del paese di destinazione del viaggio. Tuttavia, a preoccupare maggiormente i viaggiatori è la disorganizzazione: il modus operandi di questi controlli cambia a seconda dell’aeroporto (o del porto) in cui si arriva e molto spesso si va incontro a lunghe code che, insieme ai ritardi tipici del periodo estivo, potrebbero rendere l’inizio della vacanza veramente faticoso.

Tra le prime testimonianze dei viaggiatori c’è chi afferma di non aver subito controlli ulteriori e altri, invece, che sono stati portati in un’altra coda per essere identificati dagli addetti alla sicurezza. Intanto sul portale Viaggiare Sicuri - il portale gestito dall’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nota più semplicemente con il nome Farnesina - è stato confermato che restano validi tutti i requisiti di ingresso in Spagna, quindi con passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio. È stato però inaugurato un canale di comunicazione attivo su WhatsApp proprio inerente i viaggi in Spagna, con operatori che rispondono tutto il giorno, tutti i giorni. Anche i consolati sul territorio spagnolo hanno rafforzato la loro presenza e la loro assistenza, di modo da poter aiutare i turisti che dovessero andare incontro a qualche difficoltà durante il soggiorno spagnolo.

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