Il killer del culturista ha già ucciso un boss. Caccia all'uomo in Italia

Il sicario del 38enne ammazzato a Prato è un ex calciatore dal curriculum criminale

Il killer del culturista  ha già ucciso un boss. Caccia all'uomo in Italia

Firenze. Sarebbe evaso dagli arresti domiciliari armato di una calibro 9, per uccidere un uomo e darsi alla macchia. Adesso l'ex calciante fiorentino Stefano Marrucci è ricercato in tutta Italia, fortemente indiziato di essere l'autore dell'omicidio di Gianni Avvisato, culturista 38enne freddato due giorni fa davanti all'ingresso della sua casa a Comeana, alle porte di Prato. Gli investigatori sono sulle sue tracce e hanno pochi dubbi sul fatto che sia stato lui a sparare alla vittima ferendolo mortalmente all'inguine, ma è il curriculum criminale di Marrucci a destare la massima preoccupazione: l'uomo, 55 anni e residente a Firenze, ha alle spalle una serie di reati impressionante, che va dalla rapina all'omicidio. Nel 1987 a Prato il ricercato uccise il boss della mafia catanese Agostino Mirabella per una vicenda sentimentale: condannato a 20 anni, evase nell'aprile '98 e fu arrestato un mese più tardi dopo una sparatoria con i carabinieri a Pistoia. Nel gennaio 2003 a Firenze ridusse in gravissime condizioni un altro uomo al culmine di un litigio legato alla droga: scappò e venne arrestato in Germania. Nel 2011, evaso ancora dai domiciliari, venne intercettato a Firenze dagli agenti della squadra mobile e, nella colluttazione, partì un colpo dalla sua pistola che ferì il poliziotto. Adesso l'accusa di essere l'assassino di Gianni Avvisato: nel 2012 Marrucci era stato indagato per rapina dalla procura fiorentina, insieme al padre del culturista ucciso, ma entrambi erano poi stati scagionati. A fare il nome di Marrucci è stato Andrea Costa, 35 anni, arrestato dai carabinieri poche ore dopo la morte di Avvisato, con l'accusa di concorso in omicidio: interrogato dai carabinieri, avrebbe ammesso di essere stato presente al momento della lite sfociata nel sangue, ma di non essere stato lui l'autore materiale dell'assassinio. In particolare, secondo una ricostruzione Costa avrebbe accompagnato con la sua auto Marrucci sotto casa di Avvisato, ma allo stesso tempo ha sostenuto di non essere stato a conoscenza delle intenzioni dell'uomo, al quale era solito fare da autista in cambio di piccole somme di denaro, né di sapere che fosse armato.

Non è chiaro se Marrucci sia evaso dagli arresti domiciliari per andare a dare un avvertimento o con l'intenzione di uccidere Gianni Avvisato, e restano dubbi sul movente dell'omicidio. Ma mentre la caccia all'uomo si allarga a tutto il territorio nazionale, ad essere sotto la lente degli inquirenti è Costa, rinchiuso nel carcere pratese della Dogaia. Oggi l'uomo comparirà davanti al Gip per la convalida dell'arresto. La procura parla di quadro indiziario preciso, al di là delle dichiarazioni rilasciate dall'indagato, e ieri ha sentito testimoni, vicini di casa, conoscenti e parenti della vittima. Proprio i vicini hanno riferito di aver sentito la vittima discutere con due uomini e poi i colpi di pistola: chi si è affacciato in strada ha fatto in tempo a vedere due uomini fuggire a piedi verso un'auto rossa e su quella allontanarsi. Ciò che pare assodato è che l'omicidio di Avvisato abbia a che fare con ambienti malavitosi, magari un regolamento di conti. Il culturista, del resto, ha un precedente per reati minori e pare avesse frequentazioni più o meno assidue nell'ambiente della piccola criminalità.

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