Il ministro vacilla, Letta lo rassicura

Summit col segretario Pd; oggi sarà in Senato per un'informativa

Il ministro vacilla, Letta lo rassicura

I complotti sono tornati di moda, e il Pd ne vede uno in pieno svolgimento contro il ministro della Sanità Roberto Speranza. Che infatti viene blindato da Enrico Letta, con un incontro a quattr'occhi dopo il quale il segretario dem si dice «in pieno accordo sull'analisi della situazione e la linea da tenere» con il ministro.

Stavolta non si tratta del misterioso complottone dei Poteri Forti transnazionali inventato da Goffredo Bettini per giustificare la fine ingloriosa del governo Conte 2, ma di un «attacco delle destre», tutto casalingo, contro l'esponente di Leu. «Salvini attacca Speranza per usarlo come capro espiatorio e distogliere l'attenzione dal calo di consensi che subisce», dicono al Nazareno. In verità, persino la Lega ieri ha frenato sulla richiesta di dimissioni di Speranza («Non mi interessa il destino dei singoli», dice Salvini, avendo capito che non è aria di dimissioni, per ora), mentre Forza Italia con Giorgio Mulè dice che «in questo momento non è necessario occuparsi di Speranza, ma di dare speranza con i vaccini». Mentre Maurizio Lupi (Nci) ricorda che «il tema non è Speranza, dirlo è un falso problema e indebolisce il governo, ma la discontinuità nella politica per combattere la pandemia».

Insomma il ministro - che oggi sarà in Senato per una informativa sul piano vaccinale, e che in questi ultimi giorni ha messo in atto un'offensiva mediatica per difendersi - è intenzionato a restare al suo posto, ad ogni costo: «Passi indietro? Ma neanche per sogno». Sa che Pd e M5s lo garantiscono, e che come unico ministro di Leu (che non offre una gran scelta, quanto a sostituti) ha una blindatura ulteriore.

Il clima attorno a Speranza però resta turbolento. Sul piano politico, su quello dell'immagine (con l'imbarazzante vicenda del libro scomparso) anche su quello giudiziario. C'è l'inchiesta sull'Oms e il piano pandemico, e c'è quella che chiama in causa Arcuri e D'Alema. C'è la richiesta di commissione d'inchiesta parlamentare, avanzata da Matteo Renzi e rilanciata in queste ore, sulla gestione della prima ondata di pandemia da parte del governo. E ci sono le interrogazioni di Italia viva sul mega-fallimento della Regione Puglia, governata dal dem filo-grillino (e in gran sintonia politica con Leu) Emiliano nella gestione dell'emergenza Covid e della campagna vaccinale. Intanto il ministro ieri sera ha partecipato al lancio della corrente Bettini (ossia filo-Conte) nel Pd, rilanciando le tesi del suo libro, secondo cui dalla pandemia può al fine emergere l'egemonia della sinistra contro «il mercato».

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