Quel movimento anti-5 Stelle che può travolgere Di Maio&Co

In Sicilia cominciano le grandi manovre. Grillini dissidenti in uscita: si pensa ad un nuovo movimento per sfidare la leadership pentastellata

Quel movimento anti-5 Stelle che può travolgere Di Maio&Co

Se a Roma il Movimento 5 Stelle è costellato da addii, espulsioni e cambi di rotta, a Palermo ed esattamente a Palazzo dei Normanni, il gruppo parlamentare della Regione Siciliana ha due volti politici. I venti pentestellati sono arrivati ad una vera e propria scissione che si accinge a diventare realtà. Una realtà che potrebbe sfociare in un nuovo movimento politico. Ed un ex grillino che guarda attentamente questa manovra in terra di Sicilia è il senatore ex M5S Gianluigi Paragone. “Guardo con grande attenzione i ragazzi che dovrebbero formare il nuovo gruppo all’Ars. Auguro un profondo in bocca al lupo ai ragazzi”, afferma a IlGiornale.it Gianluigi Paragone.

La scissione dei grillini in Sicilia era dietro l’angolo. Era da tempo che i dissidi all’interno del movimento dovevano sfociare in una vera e propria rottura tra i deputati all’Ars nel movimento 5 stelle. La nota pubblicata sui social qualche giorno fa da parte di 4 esponenti del gruppo parlamentare è lapidaria. Valentina Palmeri, Elena Pagana, Matteo Mangiacavallo e Angela Foti (vicepresidente dell’Ars), hanno dato la comunicazione definitiva tramite post pubblicato sul proprio profilo Facebook dal titolo “Verso quale movimento?”. Un chiaro segnale di rottura evidente. Un dato politico è certo: il gruppo dell’Ars per troppo tempo è rimasto aperto in due come un’ostrica. Da un lato ci stanno gli “integralisti”, dall’altro i “moderati”. Nessuna volontà di voler accostare parte del Movimento 5 Stelle ad Al Qaeda o all’islamismo. L’integralismo qui è inteso come un’opposizione politica netta al governo Musumeci e al suo programma. I più attivi sotto questo versante sarebbero l’onorevole Giampiero Trizzino, già alla seconda legislatura in Ars, come il suo compagno di partito Luigi Sunseri. Anche lui un duro oppositore di questo governo. Francesco Cappello segue questa linea.

Proprio la sua ‘verve’ nei confronti della maggioranza gli è costata la poltrona della vicepresidenza all’Ars a seguito della nomina di Giancarlo Cancelleri come viceministro alle Infrastrutture. Al suo posto come già scritto è stata eletta Angela Foti. Un colpo gobbo da parte dei deputati dell’Assemblea regionale e anche da parte di qualche compagno di partito. Ma gli scissionisti dei pentestellati in Ars hanno un modo diverso di fare politica. Sembrano proprio di un altro partito o viceversa. Uno dei promotori del mite atteggiamento e della scissione interna è Sergio Tancredi. Il reietto del M5S che ha votato a favore della Finanziaria Regionale, dando sostegno al governo del presidente Nello Musumeci, è stato espulso qualche settimane fa. Il siluramento da parte di Sergio Tancredi è avvenuto ufficialmente per il mancato rimborso al gruppo di parte dello stipendio. Ma dietro questa mossa c’è, ad avviso dei dissidenti, una resa dei conti interna che coinvolge i vertici del partito. Anche a livello nazionale. “Io interpreto il mio ruolo al servizio della collettività”, dice Tancredi. Non mi interessa fare il post su Facebook per avere dei likes intestandomi delle norme e poi sparare a palle incatenate su tutto in Aula, magari cambiando una virgola che non stravolge niente, ma intestandomi il risultato negli emendamenti. Non è questo che serve alla Sicilia oggi. Serve coraggio ed abnegazione ed una enorme capacità di dialogo per provare a salvare una collettività in difficoltà, smarrita, che deve avere riferimenti certi. Gente che ulula alla luna la Sicilia ne ha vista anche troppa”. Infine conclude dicendo: “Vista la situazione insostenibile, ho deciso di non presentare ricorso al provvedimento di espulsione irrogatomi per motivi ridicoli dai Probiviri”.

Insomma, i ribelli del Movimento 5 stelle vogliono diventare grandi politicamente. E attraverso questa frattura del gruppo parlamentare potrebbe nascere una nuova realtà politica che riprende i vecchi dogmi dei grillini della prima ora. Principi in cui la base doveva essere parte attiva della politica e i rappresentati elettorali al servizio dei cittadini. A benedire questa manovra è il senatore Paragone e non solo. Pare che tra le fila del movimento 5 stelle nei Palazzi romani ci sia un buon consenso a una simile scelta politica. “Mi auguro che questa scissione costituisca una linfa per una nuova avventura”. Afferma Paragone. “Un mio percorso lo sto cominciano a fare ed è un percorso molto radicale, strutturato, attraverso le battaglie storiche del movimento, dei rapporti con l’Europa rispetto ai blocchi di Sistema. Insomma, il contrario di quello che è il movimento 5 stelle oggi”. Dice il senatore. “Ho mandato un messaggio di 'in bocca al lupo' a Sergio Tancredi che è una persona che stimo molto. Guarderò con grande favore questo nuovo gruppo parlamentare che nascerà”. Paragone infine lancia un assist ai dissidenti in Sicilia: “Chi crede che l’Europa è pro germanica, chi crede che abbiamo un sistema di potere fatto da troppo tempo dalle stesse persone, chi crede che il mondo della piccola impresa deve essere aiutato, chi pensa che in un momento come questo, in Italia, c’è bisogno di una nuova spinta politica, chi crede che su queste cose si possa dialogare; allora sono favorevole a collaborare con loro”. Conclude Da sempre la Sicilia è laboratorio politico. Questa volta l’Isola potrebbe essere fatale per il movimento dei ministri Alfonso Bonafede e Luigi Di Maio.

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