Leggi il settimanale

La passione, i sacrifici e i pericoli. Francesco, un agente rispettato. "La divisa è una responsabilità"

I post di Imprezzabile: "In moto rischi sempre presenti, la concentrazione non può calare"

La passione, i sacrifici e i pericoli. Francesco, un agente rispettato. "La divisa è una responsabilità"
00:00 00:00

Francesco Imprezzabile era tra i vigili più conosciuti dai colleghi. Attivo sui social, scriveva spesso del suo lavoro. "Il bello è esserci sempre, al servizio del cittadino, che deve sentirsi tutelato e al sicuro. Anche se in moto il rischio è sempre presente e la concentrazione non può mai calare, è proprio questo che dà valore a ogni chilometro".

Ieri il Comandante della Polizia Locale di Milano Gianluca Mirabelli lo ha descritto così: "Un collega che amava il suo lavoro e lo ha dimostrato. Forse lo amava troppo".

Ora quelle parole restano. E resta il vuoto di un uomo che ha dato la vita per fermare chi aveva scelto di scappare. La divisa che indossava era per lui una responsabilità. L'ha portata fino all'ultimo chilometro, fino a quel guardrail oltre il quale tutto si è fermato.

"Ieri sera (lunedì per chi legge, ndr) ho perso uno dei miei uomini. Un ragazzo che ad agosto avrebbe compiuto 40 anni. Mando un abbraccio alla famiglia, con i genitori siamo già in contatto e sanno che siamo al lavoro per ricostruire esattamente la dinamica. Da ieri sera non ci siamo fermati un secondo".

La mente del Comandante della Locale è lontana anni luce mentre pronuncia queste frasi in conferenza stampa al Comando di piazza Beccaria. Provato da una notte insonne, trascorsa in strada a cercare di ricostruire la dinamica dell'incidente, il Comandante è visibilmente turbato per la fine ingiusta e prematura toccata al suo agente. E una volta raggiunto in via Oglio il Comando del Municipio 4, che ha giurisdizione sulla zona sud est della città e dove l'agente prestava servizio, ne capiamo la ragione: Imprezzabile non è stato solo un collega che se ne è andato, è venuto a mancare un punto fermo, un uomo che portava il proprio cognome come un giuramento. Imprezzabile. Non un soprannome, ma un modo di stare al mondo. I colleghi lo ricordano in silenzio, con gli occhi bassi e la gola stretta, mentre le sirene fuori continuano a suonare per altri.

Era nato a Mazara del Vallo, in Sicilia, e aveva scelto Sesto San Giovanni come casa. I genitori, ormai anziani, erano rimasti laggiù. Lui non aveva moglie, non aveva figli. Solo loro, il suo sangue più caro, e il telefono che squillava ogni sera con la stessa domanda: "Come stai, figlio mio?". Rispondeva sempre con voce ferma: "Sto bene, mamma. Qui sto facendo la cosa giusta".

Prima di entrare nella Locale, fino al 2021, mestieri duri, notti lunghe, confini sfumati. Aveva fatto anche il buttafuori, l'addetto alla security di qualche locale, la guardia del corpo e il driver. Proprio in quest'ultimo ruolo il suo nome compare nelle carte della recente inchiesta della Procura di Milano sul vasto giro di escort e clienti vip dell'agenzia di eventi "Made", ma non in qualità di indagato: Imprezzabile faceva appunto solo il driver. Non ha commesso mai alcun reato. Il suo nome è tra le righe dell'ordinanza di custodia cautelare come quello di chi era presente, non di chi agiva.

Poi, nel 2022, ha varcato la soglia del Comando e ha chiuso quella porta per sempre. Ha voltato pagina con la stessa determinazione con cui l'altra sera stringeva il manubrio della moto in pattuglia.

I colleghi lo hanno conosciuto così: pulito, puntuale, silenzioso. "Non parlava mai del passato - ci racconta uno di loro - ma quando capivi da dove veniva, capivi anche quanta forza ci fosse voluta per arrivare qui. E lui non si vantava mai. Faceva solo il suo dovere, ogni giorno, come se volesse ripagare qualcosa che non doveva a nessuno".

In segno di vicinanza istituzionale e di rispetto per il servizio reso, ieri i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno inviato,

recandosi personalmente in divisa sul posto, un messaggio di cordoglio al Comando di via Oglio, onorando la memoria di un servitore dello Stato che ha camminato fino all'ultimo sulla strada della legalità e della dignità.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica