Piano segreto per la Sanità, Fontana: "Lombardia tenuta all'oscuro"

Il governatore smentisce che la Lombardia sapesse del dossier secretato sul Covid-19 e che Alberto Zoli fosse un rappresentante della regione nel Cts

Piano segreto per la Sanità, Fontana: "Lombardia tenuta all'oscuro"

Attilio Fontana e non ci sta e smentisce categoricamente, smontando alcune tesi maligne, la partecipazione della regione, e del dirigente lombardo Alberto Zoli (direttore di Areu), al cosiddetto piano segreto della Sanità per affrontare la pandemia di coronavirus, che starebbe stato stilato nel mese di gennaio da un pool di esperti.

"Regione Lombardia non è a conoscenza di alcun piano pandemico stilato a gennaio dal governo. Nessun tecnico è stato chiamato rappresentare la nostra amministrazione e non c'è stato alcun coinvolgimento di Regione", ha tuonato il governatore leghista. Che ha voluto replicare alle malelingue secondo le quali Zoli sarebbe stato tra gli estensori del dossier anti Covid-10 segreto (per non creare allarmismo nella popolazione), in rappresentanza proprio della regione Lombardia.

Sulla figura e il ruolo del numero uno di Areu (l'agenzia regionale per l'emergenza urgenza), infatti, Il Messaggero per esempio scritto che "nel Comitato tecnico scientifico che ha lavorato sul piano anti-pandemia secretato c'era anche un dirigente della Regione Lombardia. Nella lettera di incarico della Conferenza delle Regioni, datata 4 febbraio, viene detto chiaramente che Alberto Zoli è 'rappresentante regionale'".

Alt, dice Fontana, che smentisce questa ricostruzione: "Sappiamo che Alberto Zoli, direttore di Areu, è stato chiamato a far parte, dai primi di febbraio, del Comitato Tecnico Scientifico della Presidenza del Consiglio dei ministri, ma in qualità di esperto in emergenza e urgenza, non di Regione Lombardia".

Il quotidiano capitolino per corroborare il tutto dà voce a una "fonte interna" al Partito Democratico, che punta ovviamente il dito contro l’operato della giunta a trazione leghista: "Era ovvio che l'Italia si fosse preparata con una serie di scenari ipotizzati dagli esperti; ora la Lega sta alzando polverone solo perché vuole distogliere l'attenzione dal caso Lombardia…". Il tentativo dem (e non solo) di mettere nell’angolo Fontana, Gallera, l’intera giunta e la regione stessa – anche per il caso della Rsa – è ormai palese e assume sempre più le tinte del pretestuoso e strumentale attacco politico.

Ma Fontana, come detto, non ci sta e puntualizza ancora sul ruolo di Zoli all’interno del Comitato Tecnico Scientifico del governo (in qualità di esperto e non di dirigente rappresentate della Lombardia): "Nessuna informazione inerente il suo lavoro all'interno del Cts ci è mai stata riferita, anche perché - come lo stesso Zoli ci ha comunicato dal principio - l'incarico era di natura strettamente riservata". Motivo, anzi motivi per i quali la Lombardia non poteva certo sapere.

E dalla difesa, il numero uno lombardo è passato ulteriormente al contrattacco, dando notizia di aver già provveduto a scrivere al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per avere finalmente dei chiarimenti sulla reale esistenza o meno di questo piano segreto anti-coronavirus.

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