Ancora una notte di fuoco tra Teheran e Washington. L'Iran ha lanciato nuovi attacchi contro gli alleati del Golfo degli Usa e la Giordania, dopo la settima notte consecutiva di raid americani contro obiettivi militari iraniani. La guerra si sta intensificando a una settimana dal fallimento del cessate il fuoco e per la prima volta ci sono due vittime tra i militari statunitensi di stnza in Giordania. Due soldati sono rimasti uccisi mentre altri quattro sono feriti. Il Kuwait è stato bombardato in maniera prolungata: un impianto di desalinizzazione è stato colpito, il secondo in due giorni, e le operazioni all'aeroporto internazionale sono state sospese. I Pasdaran hanno preso di mira pure un impianto petrolifero, un centro di supporto militare statunitense a Camp Arifjan e distrutto un impianto radar ad Ali Al Salem. L'esercito giordano ha intercettato 10 missili iraniani ma due soldati americani sono comunque rimasti uccisi per gli attacchi contro le basi giordane. Pure il Bahrein ha affermato che la sua difesa aerea ha sventato raid di Teheran. "Non abbiamo altra via d'uscita se non il precetto coranico: Chiunque vi attacchi, attaccatelo allo stesso modo, hanno dichiarato i Pasdaran, avvertendo gli alleati statunitensi nella regione di aspettarsi ulteriori incursioni. L'Iran ha anche lanciato raid contro l'Arabia Saudita per la prima volta in circa tre mesi, facendo scattare i sistemi di allarme rapido ad Al-Kharj, a est della capitale Riyadh, e a Yanbu, sulla costa del Mar Rosso del regno. Un attacco ha preso di mira la base aerea Prince Sultan ad Al-Kharj, che ospita forze statunitensi.
L'esercito americano nella notte ha sferrato la sua micidiale potenza di fuoco. Ha colpito "siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e capacità marittime". "Le forze statunitensi hanno impiegato aerei da combattimento, droni e navi da guerra, oltre ad altri mezzi", si legge nel comunicato. Esplosioni sono state udite nella città di Yazd, sull'isola di Qeshm e nel porto di Bandar Abbas. Due video mostrano danni e detriti sui due tunnel gemelli di Shahid Mirzaei, una via di comunicazione a nord della città portuale. Un attacco è avvenuto contro le infrastrutture elettriche e le pompe di desalinizzazione di un impianto vicino a Jask che ha lasciato circa 10 mila persone in 20 villaggi senza acqua potabile. Nel frattempo, oltre 100 ripetitori di telecomunicazioni sono stati messi fuori servizio, interrompendo la telefonia fissa, mobile e internet nella provincia di Hormozgan. Gli Stati Uniti hanno anche affermato di aver distrutto una torre di controllo a Chabahar, e il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha condiviso l'immagine del suo crollo. Il Centcom ha affermato che la torre faceva parte di una rete di sorveglianza marittima dei Pasdaran. L'esercito Usa ha inoltre smentito una notizia diffusa dall'agenzia di stampa iraniana Fars, secondo cui due petroliere sarebbero "esplose mentre attraversavano una rotta minata a sud di Hormuz". Il Centcom ha chiarito: "Come la maggior parte delle affermazioni delle Guardie Rivoluzionarie, questa è falsa". Teheran intanto reagisce con pugno duro.
Sospende il memorandum d'intesa firmato a giugno e Khamenei tuona: "La firma del presidente degli Stati Uniti, il grande Satana, è priva di valore e di credibilità. Abbiamo in serbo per gli Usa lezioni indimenticabili".
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