Rave, concerti e rischio contagi. L'estate in musica finisce nel caos

A Cerveteri il sindaco ferma lo show di Manu Chao: "Nessuna norma rispettata né rispetto per le vittime". Viterbo, in 5mila senza mascherina: "Non ci fermiamo". Continua lo scontro su Salmo

Rave, concerti e rischio contagi. L'estate in musica finisce nel caos

Il Covid le canta alla musica. Sono i concerti estivi l'ultimo motivo di polemiche nel nostro Paese. Assembramenti, distanze azzerate, balli ravvicinati e niente mascherine. La voglia d'estate ha disarmato le prudenze. La voglia di profumare il tempo, che è stato troppo chiuso, ha ingannato la ragione. Intollerabile per un Paese che fatica a uscire dall'incubo dei contagi, irrispettoso per le persone che, causa Covid, hanno perso la vita, irresponsabile da parte delle star e degli organizzatori dei concerti. L'ultimo episodio è quello dell'esibizione di Manu Chao a Cerveteri, vicino Roma, lunedì sera all'interno de l'Etruria Eco Festival 2021. A metà concerto, l'artista franco spagnolo si è visto letteralmente interrompere dal sindaco del posto che ha fatto irruzione sul palco zittendo la musica. Ha chiesto ordine e attenzione per le vittime del virus, intimando: «Ora basta dobbiamo essere rispettosi della gente che è morta. Se non vi rimettete al vostro posto entro 3 minuti sospendiamo il concerto». Dopo la prima reazione di sgomento, Manu Chao ha invitato il suo pubblico alla calma. Ma è stato necessario un secondo intervento da parte della conduttrice dell'evento e una seconda minaccia di interrompere il concerto perché la gente intervenuta recuperasse un comportamento consono all'emergenza sanitaria.

Quello di Manu Chao è l'ultimo esempio nel giro di pochi giorni. Non accenna infatti ad interrompersi il rave party di Viterbo, in corso ormai da giorni, al quale stanno partecipando oltre cinquemila persone provenienti da tutta Europa. Tra l'altro, non lontano dal luogo del rave, lo scorso 16 agosto, è stato trovato il corpo di un ragazzo di ventiquattro anni. Si era tuffato nel Lago di Mazzano e non è più riemerso. Nato a Londra ma residente in Emilia Romagna, il giovane era un appassionato di immersioni in apnea. Per recuperare il suo corpo, sul quale è stata disposta l'autopsia per chiarire le cause del decesso, è stato necessario l'intervento dei sommozzatori. Ma il rave non accenna a finire e si tratta, tra l'altro, di una delle tante feste non autorizzate che si stanno svolgendo in tutto il nostro Paese: dal Salento alla Liguria. Sembra infatti che i Nas, controllando strutture vacanziere, agriturismi e campeggi, abbiano già effettuato diciassette chiusure e abbiano contestato oltre trecento violazioni. Quarantene non rispettate, norme ignorate...

Il primo caso è stato il concerto del rapper Salmo, improvvisato al Molo Brin di Olbia, proprio sotto la ruota panoramica. Partiva anche da un buon intento: quello di sostenere gli agricoltori della sua Sardegna (il cantante è nato lì) devastata dagli incendi che negli scorsi giorni hanno mandato in fumo ettari di vegetazione. È bastato che Salmo rendesse noto sui suoi social la data e il luogo dell'evento improvvisato perché migliaia dei suoi fan si precipitassero ad ascoltarlo. A ballare, cantare, sostenerlo. Ovviamente tutti entusiasta, accalcati, imprudenti. Ovviamente tutto testimoniato dai video prontamente diffusi in Rete. Da lì le cruente polemiche, alimentate anche dai colleghi artisti del rapper: da Fedez ad Alessandra Amoroso passando per Gemitaiz. Quarantacinque minuti di evento, collere infinite. Lo hanno accusato, lui si è difeso, convinto della sua scelta e del suo impegno gratuito per una raccolta fondi a favore di una categoria in difficoltà «Se avessi deciso di rispettare le regole, non avrei fatto l'artista». C'è anche chi lo difeso, ovviamente, come Vittorio Sgarbi e Francesco de Gregori. Ma intanto, una lunga scia di musica fuori dalle regole per tutta Italia. Crampi di felicità pagati a caro prezzo.

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