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Show, grandine e feriti: il concerto di Bad Bunny diventa l'incubo dei fan

In 80mila erano all’Ippodromo per il cantante portoricano. Gli organizzatori: "Rimborso"

Show, grandine e feriti: il concerto di Bad Bunny diventa l'incubo dei fan
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C'è stato un momento, sabato sera, in cui 80mila persone hanno smesso insieme di respirare. Non per l'artista, non per la musica: per il cielo, che sopra l'ippodromo Snai La Maura si è fatto improvvisamente colore di piombo. Erano da poco passate le 21 quando il concerto dell'artista portoricano vincitore di sei Grammy Bad Bunny, seconda e ultima tappa milanese del suo "Debí Tirar Más Fotos World Tour", si è trasformato in cronaca.

La pioggia, prima. Poi il vento, che ha scosso le strutture leggere allestite per l'occasione. Infine la grandine, grossa, violenta, arrivata come una sentenza dall'alto a interrompere balli e cori in spagnolo. Chi era senza riparo ha alzato le braccia sulla testa; chi poteva, si è stretto sotto i teli, sotto le tribune, sotto qualunque cosa promettesse protezione.

Non è bastato. I chicchi, di dimensioni fuori dal comune, hanno colpito diversi spettatori proprio al capo, provocando ferite che hanno richiesto l'intervento del 118. Le ambulanze si sono fatte largo tra la folla in fuga, mentre i vigili del fuoco del comando provinciale prendevano in mano la situazione: prima un invito ad attendere, poi, con l'aggravarsi del temporale, l'ordine secco di evacuazione.

Ottantamila persone, arrivate da ogni angolo d'Italia e non solo, hanno lasciato in fretta il prato della Maura, tra il fango e i lampi. La "casita", la piccola casa portoricana che accompagna l'artista in ogni tappa del tour come simbolo di identità e nostalgia, è rimasta lì, silenziosa, spettatrice inerme di un finale che nessuno aveva scritto.

Il concerto è stato sospeso sul momento, poi cancellato in modo definitivo: non ci sarà recupero. Live Nation, che organizza l'evento, ha parlato di una scelta necessaria per la sicurezza di tutti i presenti, ringraziando il pubblico per la pazienza dimostrata durante l'evacuazione e annunciando il rimborso integrale dei biglietti, comprese le prevendite.

Resta l'immagine di un ippodromo trasformato in poche ore da tempio della festa latina a scenario di allerta meteo, presidiato fino a notte fonda da organizzatori e forze dell'ordine. Resta il contrasto, quasi beffardo, con la serata di venerdì, quando lo stesso palco aveva ospitato senza intoppi il primo dei due concerti milanesi, tutto esaurito, tra cori e bandiere di Porto Rico. E uno spazio non esiguo lo occupano le polemiche politiche: sia il Centrodestra che il Centrosinistra hanno infatti sottolineato le condizioni di pericolosità e insicurezza della Maura, considerata inadeguata ad accogliere eventi da 80mila spettatori.

Il maltempo sabato sera non si è fermato all'ippodromo. Ha investito Milano intera con fulmini e raffiche, mandando in tilt anche la circolazione ferroviaria: un regionale diretto a Torino è rimasto bloccato per ore poco dopo la partenza, probabilmente per un guasto causato da un fulmine.

Una parentesi violenta, durata pochi minuti ma capace di riscrivere il copione di una serata pensata per la festa. Il pubblico di Bad Bunny, arrivato per ballare sotto le stelle, si è ritrovato invece a fare i conti con la furia imprevedibile di un'estate che, a Milano come altrove, sembra aver smarrito ogni misura.

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