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Trivelle in mare, Burnham fa Trump. Il neo-premier manda il Labour in tilt

Il piano per sfruttare i giacimenti di gas e petrolio. Ma nel 2024 il partito aveva bloccato le licenze

Trivelle in mare, Burnham fa Trump. Il neo-premier manda il Labour in tilt
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Alla vigilia del suo ingresso al numero 10 di Downing Street, Andy Burnham si prepara a un annuncio che potrebbe avere ricadute pesanti sul nascente governo (il sesto in dieci anni): la ripresa delle trivellazioni di petrolio e gas nel Mare del Nord.

Se confermato, Burnham prenderebbe le distanze in modo netto dal manifesto elettorale con il quale i laburisti si erano presentati nel 2024. "Non rilasceremo nuove licenze per esplorare nuovi giacimenti perché non porteranno alcun risparmio sulle bollette, non ci garantiranno la sicurezza energetica e non faranno altro che accelerare il peggioramento della crisi climatica", si legge nel documento del partito.

Secondo la Bbc, un peso determinante nel cambio di posizione del "Re del Nord" (come è soprannominato Burnham) l'ha avuta la lettera dell'industria petrolifera e del gas e dai sindacati di settore con la richiesta a lui e a tutti i parlamentari laburisti di "sostenere il petrolio e il gas del Mare del Nord" per dare un "segnale che il Paese rimane impegnato nella produzione, nella costruzione e nella manifattura e che il governo sostiene le persone e i luoghi che hanno dato impulso a questo Paese per generazioni".

Burnham non è certamente insensibile alle difficoltà degli operai dopo anni alla guida di un grande distretto industriale come quello di Manchester. Sono soprattutto i lavoratori della Scozia ad attendere risposte chiare dal nuovo primo ministro, in particolare per quanto riguarda i giacimenti di Rosebank e Jackdaw e l'attuazione delle licenze già approvate (sebbene al momento non si contempli l'ipotesi di rilasciarne di nuove). Tra crisi energetica e necessità di differenziare le fonti di approvvigionamento per non dipendere dai paesi del Medioriente o dalla Russia, Burnham sembra quindi voler in parte seguire il motto del presidente Donald Trump "drill, baby, drill" (drill in inglese vuol dire trivella), dimenticando che il tycoon aveva duramente criticato il predecessore Keir Starmer in materia di energia affermando che "aveva fallito miseramente".

La decisione rischia però di aprire una spaccatura nei laburisti tra l'ala pragmatica e quella ambientalista. L'attuale ministro dell'Energia Ed Milliband, che potrebbe avere un ruolo nel nuovo governo, aveva definito la licenza di Rosebank "un atto di vandalismo climatico". All'attacco i Verdi con il deputato Adrian Ramsay, secondo cui "approvare nuove trivellazioni petrolifere e di gas è la risposta sbagliata e non farà nulla per ridurre i costi".

Ma anche la destra potrebbe approfittare del cambio di rotta di Burnham, come i Conservatori da sempre a favore delle estrazioni con la leader, Kemi Badenoch, che alle ultime elezioni supplettive proprio in Scozia aveva promesso di "get Britain drilling" (far trivellare la Gran Bretagna).

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